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NOTIZIE 1/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati
• Prossime riunioni del Comitato Nazionale dei Delegati
• Periodico Inarcassa n. 1/2000
• Varie


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• Elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati

Innanzitutto un grazie a tutti gli iscritti ad Inarcassa della Provincia di Macerata che mi hanno riconfermato quale Loro Delegato per il prossimo quinquennio, addirittura senza la necessità di ricorrere al ballottaggio. Mentre scrivo queste note (13.5) perviene anche la comunicazione ufficiale della rielezione, rielezione comunque implicita data la convocazione per il C.N.D. di Roma, come da punto a seguire.
Ritengo importante questa riconferma in quanto i Delegati normalmente si esprimono al meglio dopo un lungo periodo di rodaggio. Personalmente, pur ritenendo utile e doveroso un naturale ricambio, ritengo, data la normativa vigente, che il minimo di attività di un Delegato Inarcassa debba essere di due legislature (10 anni). Nonostante i reiterati solleciti alle votazioni da parte della segreteria dell’Ordine, in questa tornata elettorale il quorum per gli ingegneri di Macerata è stato raggiunto solo alla seconda votazione, meglio comunque di 5 anni fa quando lo si raggiunse alla terza ed ultima. Nonostante la possibilità di votare anche per posta ricordo come sia difficoltoso raggiungere il quorum, tanto che sempre a Macerata gli architetti hanno raggiunto tale quorum solo alla terza (ed ultima) votazione, e che a livello nazionale si sono avute mancanze di quorum anche clamorose, come ad esempio per gli ingegneri di Roma che purtroppo non avranno così il loro rappresentante (il sottoscritto ritiene la cosa inammissibile).
Prevedo già una dura polemica in quanto il nuovo regolamento elettorale è stato approvato di recente e purtroppo non è riuscito ad essere migliorativo rispetto al precedente, anzi, ha mostrato limiti pesantissimi; non a caso il sottoscritto ha votato quasi sempre contro le modifiche al regolamento elettorale, esprimendosi in maniera contraria nella votazione finale, ritenendo il nuovo regolamento peggiorativo, ma la maggioranza è stata di diverso parere. Voci di corridoio riportavano che il vero motivo del nuovo regolamento era il cambio al vertice della presidenza, ed il nuovo regolamento, non permettendo più l’elezione di chi non si era candidato, costringeva all’uscita allo scoperto in anticipo rispetto alle votazioni. Non sembra un caso che l’attuale presidente non si sia ricandidato.
A proposito dell’elezione del Delegato ingegnere di Roma, il Delegato uscente, ing. Croce, paventando tale eventualità, inviava per posta elettronica la missiva seguente (per brevità riporto solo i passi essenziali)

“Caro collega,

ti trasmetto in allegato una lettera che ti prego di esaminare e, se la riterrai giusta, ti prego di inoltrare il fac-simile al Consiglio di Amministrazione INARCASSA.

Ti sarei grato di conoscere le tue osservazioni.

Cordiali saluti
Aristide Croce

C a r o c o l l e g a ,

n e l l e t r e t o r n a t e e l e t t o r a l i p a s s a t e , p e r l a n o m i n a d e l d e l e g a t o i n g e g n e r e d i R o m a , h a n n o v o t a t o , d i r e t t a m e n t e e c o n r a c c o m a n d a t e p e r v e n u t e e n t r o i l 2 3 c . m . , 6 8 6 i n g e g n e r i , c o n t r o 2 2 1 8 a v e n t i diritto di voto; pertanto, per 32 voti, non è stato raggiunto il quorum.
Il Presidente del seggio elettorale di Roma non ha ritenuto valido accettare i non pochi voti inviati a mezzo posta prioritaria.
Ti faccio presente che la superficie della Provincia di Roma, equivale a quella della Regione Lombardia; quindi, senza volere giustificazioni di sorta, pongo il problema della rappresentatività alla Tua cortese attenzione: detto problema potrebbe essere risolto dando l'autorizzazione al Presidente del seggio elettorale di accettare le raccomandate che perverranno ai seggi fino alla data prevista per lo spoglio delle schede.
Tale proposta verrebbe attuata, senza aggravi di costo e di tempo.

Ovviamente la proposta in esame dovrebbe valere per tutte quelle province nelle quali non è stato ottenuto il quorum ovvero per gli ingegneri delle Province di Roma e Salerno e per gli architetti della Provincia di Grosseto.

Pertanto propongo il tuo appoggio all'istanza che ti trasmetto in allegato e che dovresti inviare immediatamente, qualora tu lo ritenga giusto, alla sede INARCASSA per il Consiglio di Amministrazione, che si dovrà tenere il 31 marzo p.v., cioè fra pochi giorni.

Ti preciso che tutti i colleghi delegati uscenti che ho avuto modo di contattare, mi hanno dato la loro adesione.

La suddetta decisione, che dovrebbe essere assunta dal Consiglio di Amministrazione, verrebbe ratificata dal successivo ed ultimo Comitato Nazionale dei Delegati uscenti.
Tale proposta, ripeto, sarebbe ininfluente dal punto di vista economico e non allungherebbe i tempi tecnici per la nomina del nuovo C.N.D.

Ti chiedo, pertanto, di presentare l'istanza che ti predispongo in allegato. Confidando nella Tua comprensione e collaborazione, Ti ringrazio e Ti invio cordiali saluti.
Aristide Croce”

Riporto quindi la missiva da me inviata

“Caro Aristide,
come da Tuo messaggio ho provveduto ad inviare il fax consigliatomi al Presidente del C. d. A.
Mi permetto di fornirti qualche ulteriore indirizzo di posta elettronica che non figura nel Tuo elenco qualora volessi inviare anche a tali nominativi la Tua del 25.3. ...............”

ed il fax inviato

“AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI INARCASSA

e p.c. AI CONSIGLIERI

OGGETTO: ELEZIONI DELEGATI INARCASSA
URGENTE

CON LA PRESENTE LO SCRIVENTE BRODOLINI MARIO-FRANCESCO DELEGATO ING. DELLA PROVINCIA DI MACERATA, AL FINE DI AVERE UNA PIÙ COMPLETA RAPPRESENTATIVITÀ DELLE PROVINCE ITALIANE NEL C.N.D. INARCASSA, CHIEDE CHE VENGANO ACCETTATE COME VALIDE, PER LE VOTAZIONI DEI DELEGATI, ANCHE LE SCHEDE PERVENUTE AI SEGGI FINO ALLA DATA PREVISTA PER LO SPOGLIO DELLE SCHEDE ELETTORALI.
TALE DELIBERAZIONE VIENE ASSUNTA PER TUTTE QUELLE PROVINCE NELLE QUALI NON E’ STATO RAGGIUNTO IL QUORUM E PER LE CATEGORIE PROFESSIONALI INTERESSATE.

27 MARZO 2000

ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO”

A tutt’oggi, pur essendo disponibile presso Inarcassa l’elenco dei nuovi delegati, il sito di Inarcassa http//www.inarcassa.it, sempre interessante ed aggiornato, non riporta tale elenco

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• Prossime riunioni del Comitato Nazionale dei Delegati

In data 2,e 3 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà ad Udine.
In data 15,e 16 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà a Roma.

Al sottoscritto sino ad oggi (stranamente) non è pervenuto l’Ordine del giorno di nessuno delle due riunioni del C.N.D. ma è abbastanza chiaro che
- essendo il Presidente uscente l’ing. Marcello Conti (che non si ricandida come già detto) dell’Ordine di Udine, detto C.N.D. convocato proprio ad Udine porgerà il suo saluto all’ing. Conti che per 25 anni (ed anche in barba all’art. 29 della Legge 3.1.1981 n. 6) ha retto con polso le redini di Inarcassa
- la vicinanza delle due riunioni (pardon “adunanze” termine ufficiale poco gradito ai più) fa ritenere che la prima sia propedeutica per la seconda.
- il C.N.D. convocato a Roma avrà il compito di rinnovare gli organi elettivi di Inarcassa mediante votazioni del nuovo C.N.D.

Sarà mia cura riferire su quanto di interessante avverrà.

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• Periodico Inarcassa n. 1/2000

Il periodico Inarcassa, di prossima spedizione a tutti gli iscritti, viene inviato con un lieve anticipo al delegato ed è pervenuto al sottoscritto il 10.5.200.
Ritengo tale numero molto interessante quindi invito ad una attenta lettura, in particolare
- a pag 16 i risultati delle votazioni, che completano quanto detto al punto primo (attenzione a qualche errore nel calcolo delle percentuali, ad esempio % di votanti architetti di Ancona)
- a pag 18 la modifica al sistema di riscossione dei contributi e lo scadenzario a pag. 24
- a pag 21 la polizza Unipol
- a pag 23 pronto Inarcassa? Sarà sul serio la volta buona che si possa dialogare con Inarcassa? L’efficienza del nuovo direttore generale (Paolo Caron) in genere è una garanzia e, per chi legge l’articolo, dovrebbe essere garantita una corretta informazione nel giro di due o tre giorni
- a pag 25 il calcolo della pensione, con esempi anche pratici; finalmente gli interessati potranno calcolarsi da soli la pensione in maniera semplice, il tutto completato a pag 37 anche con il modello di domanda
- a pag 32 mutui agli iscritti, con a pag 44 anche con il modello di domanda.

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• Varie

Oggi 13.5 è pervenuto al sottoscritto il modello DICH/99 per la dichiarazione annuale dei redditi e dei volumi d’affari dell’anno precedente.
Si rammenta che tale comunicazione è sempre obbligatoria (anche in caso di redditi nulli o negativi) e che il mancato invio comporta l’inasprimento di eventuali sanzioni pecuniarie.
La scadenza è prevista al 31/8/2000 (finalmente alla fine del mese successivo alla scadenza alla dichiarazione dei redditi e non più 30 giorni dopo).
Visto il nuovo sistema di riscossione che prevede l’emissione del bollettino precompilato da Inarcassa anche per gli importi da versare è importante la tempestività per consentire ad Inarcassa le operazioni ed evitare così di dover compilare il bollettino da sé (nel caso non pervenisse il bollettino prestampato).
Ad una prima lettura le istruzioni sembrano chiare, comunque per chiarimenti il sottoscritto è sempre disponibile, e questa volta dovrebbe anche essere disponibile il telefono di Inarcassa, come illustrato nella rivista 1/2000 che a breve dovrebbe pervenire a tutti gli iscritti (pag. 23).

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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 2/2000

DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000
• Periodico Inarcassa n. 2/2000
• Varie
• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000

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• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000

Come promesso circa un mese fa (13.5.2000), aggiorno quanti hanno la volontà di seguirmi, su quanto sta accadendo alle riunioni di Inarcassa, cercando di evidenziare anche le situazioni di contorno.

Come anticipato, il Comitato Nazionale dei Delegati (CND) del 2.6.2000 si è svolto ad Udine e, come da previsione, si è trattato di una riunione di saluto all’ing. Conti che per circa 25 anni è stato parte attiva di Inarcassa fino ad esserne presidente a perdita della mia memoria (almeno per gli ultimi 15 anni). Saluto anche al Comitato Nazionale dei Delegati uscente (o meglio a coloro che, per i motivi più disparati, non sono più presenti nel CND in carica per il prossimo quinquennio).
In tale data infatti (2.6) era già nota la composizione del nuovo Comitato (si rimanda alla voce • Periodico Inarcassa n. 2/2000 per la composizione dettagliata) ed erano presenti molti dei delegati uscenti. A parte coloro che non si sono ricandidati (come ad esempio il Presidente Marcello Conti, che le voci dei soliti “informati” danno come nuovo “pezzo da novanta” nel Sindacato Nazionale degli Ingegneri Liberi Professionisti - SNILPI) si sono avute varie ed importanti sorprese, tutte con la costante di riferirsi alle elezioni, alle loro modalità, ed alle manovre elettorali di contorno.
Gli esempi più eclatanti:
Roma non ha il suo delegato ingegnere per non aver raggiunto il quorum nelle votazioni, nonostante le tre tornate elettorali ad accumulo di voti. Il delegato uscente, ing. Aristide Croce, rivolge pesanti critiche al nuovo regolamento elettorale (ed a ragione a parere del sottoscritto, vedansi le precedenti comunicazioni) e rincara la dose riferendo al sottoscritto di aver personalmente impegnato decine di milioni (avete letto bene) per la campagna elettorale.
Inarcassa, come saprete, ha un notevole peso economico, ed ormai anche politico. La forza economica è facilmente indicata dai numeri, ad esempio il bilancio consuntivo anno 1999, approvato proprio nella riunione di Udine, indica un patrimonio netto di Inarcassa di oltre 3.300 miliardi (avete sempre letto bene, derivando tale somma da attività per oltre 3.300 miliardi - in cifre £ 3.375.623.875.419 - e passività per oltre 85 miliardi). Per chi vuole saperne di più si rimanda al numero 2/2000 di Inarcassa (appena pervenuto o che sta per arrivare) e, per chi vuole sapere tutto, conservo i bilanci completi consuntivi, preventivi etc. degli ultimi cinque anni. Il peso politico è evidente se si considera che per queste elezioni i vari sindacati (SNILPI sopracitato, FederArchitetti etc.) si sono mobilitati, con manovre politiche anche pesanti ed al limite della correttezza, per sostituire i delegati uscenti sindacalmente non impegnati, con altri ovviamente attivi sindacalmente. Macerata, come peraltro altre Province “minori”, ancora non risente di tali manovre, ma di certo il fenomeno della politicizzazione, limitato un tempo ai maggiori centri, sta diffondendosi anche ai centri minori.
Il presidente ha ringraziato il CND uscente con una cena presso la villa Colloredo (a Mels ad una quarantina di km da Udine) allietata da un complesso Jazzistico inedito (alla tromba solista il validissimo, anche musicalmente, Marcello Conti).
Alla riunione vera e propria, dopo l’approvazione del bilancio, positivo oltre le previsioni, campagna elettorale a tutto campo (ed anche fuori campo nel senso letterale della parola - parco all’interno dell’Ente Fiera di Udine) con la presentazione dei candidati al prossimo Consiglio di Amministrazione (CDA), capigruppo presentatisi nelle persone di Arch. Paola Muratorio (Imperia) vice presidente uscente, Arch. Riccardo Dotti (Roma), Ing. Antonello Sajeva (Palermo) e, quale indipendente, ing. Palazzolo Domenico (Padova). I delegati delle Marche ed anche altri delle regioni limitrofe, da sempre relegati al ruolo principale di spettatori, pur rendendosi conto del loro esiguo numero (in termini di voti circa 35 su un totale di oltre 700, meno del 5%) decidono che non è più realistico agire singolarmente, anche se con il buon senso, ma che è ormai ora di formare un mini gruppo, al fine di avere un qualche peso, pur se minimo. La campagna elettorale proseguirà anche dopo Udine (fax, telefoni e posta prioritaria per la gioia di Telecom, Tim, Omnitel, Wind, Poste etc.)

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• Periodico Inarcassa n. 2/2000

Il periodico Inarcassa, al solito inviato in anticipo al Delegato ed è pervenuto al sottoscritto il 12.6.2000.
Tale numero, a giudizio di molti Delegati (non del sottoscritto che, salvo prova contraria, ritiene sempre tutti in buona fede), può considerarsi un numero “da campagna elettorale”.
Alcuni delegati hanno attirato (prima delle votazioni) la mia attenzione, ad esempio, su il “saluto ai nuovi Delegati” pag. 9 articolo a cura di Mauro di Martino, sulle pagine 10-11 e seguenti (articolo di Mauro di Martino intitolato a Marcello conti, foto a colori con entrambi ed il Vice Presidente Muratorio), gli articoli di Guido Tassoni, Guido Colombo, Andrea Tomasi; Nunzio Bellassai, ancora Mauro di Martino, Giuseppe Berizzi, Matteo De Marino (non cito le pagine ma sono tante), articoli tutti di persone in lista con L’arch. Muratorio o dichiaramente shierate con la stessa.
Personalmente preferisco attirare l’attenzione sugli articoli tecnici del bilancio consuntivo, sul conto economico, gli iscritti e le dinamiche reddituali, la gestione previdenziale e contributiva, gli investimenti e la gestione delle risorse etc. (in sintesi da pag. 14 a pag 29) ed alle solite pagine “gialle” al centro della rivista, sempre utili nella loro sinteticità.

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• Varie

Il giorno 9.6.2000 presso l’Auditorium della Banca di Roma si è svolto il convegno dibattito organizzato dall’Adepp sul tema “Un moderno sistema di Previdenza Privata”.
Inarcassa fa parte dell’Adepp (Associazione degli Enti di Previdenza Privati), quindi gli Interessi di Inarcassa verso tale associazione sono notevoli. I delegati di Inarcassa potevano intervenire a detto convegno dibattito, ma i numerosi impegni del sottoscritto non lo hanno consentito. Una sintesi di tale convegno è stata riportata su “Il sole 24 ore” del 10 giugno. In ogni caso I presidente Uscente ing. Conti ha riferito di tale convegno dibattito, ove sinteticamente si è cercato di attirare l’attenzione del Governo circa l’ingiustizia fiscale cui i fruitori delle Casse Privati sono sottoposti. Infatti gli utili delle Casse derivanti dalla gestione dei loro patrimoni sono tassati dallo Stato, e le Casse possono restituire poi agli iscritti, sotto forma di prestazioni (ad esempio pensioni) un patrimonio in parte già tassato e, nonostante ciò, esso è ulteriormente soggetto al prelievo fiscale, contrariamente ad esempio, dei dividendi delle Società che sono al netto di ulteriori prelievi fiscali. Tra gli obiettivi dall’Adepp e di Inarcassa è quello di eliminare questa odiosa doppia tassazione per di più rivolta a soggetti generalmente deboli.

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• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000

In data 2 e 3 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si è riunito a Roma.
Al termine della campagna elettorale accennata al punto primo, i delegati delle Marche ed anche altri delle regioni limitrofe avevano optato per l’appoggio alla lista Muratorio sia per la validità dell’arch.
Muratorio in persona che del suo entourage e, allo scopo di consolidare tale adesione, la sera del giorno antecedente le elezioni avevano un colloquio con il gruppo Muratorio (si erano comunque avuti ampi contati anche con il gruppo Dotti e con il gruppo Sajeva, mentre l’ing. Palazzolo aveva ritirato la sua candidatura).
Una serie di fattori portavano però a delle divergenze di vedute: l’inserimento del gruppo come parte attiva era stabilito nella candidatura di un solo componente -l’arch. D’Errico di Pesaro- come membro supplente Revisore dei Conti, con misere prospettive sia per il presente -elezione tutt’altro che scontata- che per il futuro - quale ad esempio la proposta per l’anno 2005, sempre per l’arch. D’Errico quale Revisore dei Conti). L’arch. D’Errico, considerando la sua età, ritirava la sua candidatura onde si era al bivio se appoggiare egualmente il gruppo Muratorio o cambiare alleanze, con prospettive forse ancora peggiori. Trattative notturne con gli altri gruppi portavano all’accordo per l’inserimento, quale Consigliere effettivo nel Consiglio di Amministrazione, dell’ing. Paolo Nespeca (Ascoli Piceno) nella lista Sajeva, inserimento con modestissime (per non dire nulle) probabilità di elezione dato che si prevedeva un “quorum” di almeno 250 voti e la lista poteva contarne 270-280, ma almeno per la prima volta un delegato delle Marche ha tentato una “scalata”. Ecco la composizione della lista, con persone tutte valide, come d’altronde anche per la lista Dotti:

SAJEVA Antonello PALERMO (ingegnere)
BASSO Francesco FERRARA (ingegnere)
BATTAGLINI Paolo PERUGIA (ingegnere)
GARLATI Luisella COMO (ingegnere)
NESPECA Paolo ASCOLI PICENO (ingegnere)
CIARDULLO Clotilde Maria BOLOGNA (architetto)
DEL FABBRO Clara UDINE (architetto)
DEL GIACOMO Leonardo AVELLINO (architetto)
GHINI Nicola FIRENZE (architetto)
GIORDANO Grazia SALERNO (architetto)
TRISCIUOGLIO Pompeo TORINO (architetto)

Le elezioni hanno purtroppo confermato le previsioni con la lista Muratorio, chiaramente più attrezzata (con tanto di foto a colori dei componenti nella lista da questi “pubblicata”) ampiamente vincitrice (8/11 del Consiglio di Amministrazione) e con il solo contenimento al minimo dei danni della lista Dotti (3/11 del Consiglio di Amministrazione), per la totale esclusione della lista Sajeva cui ci si era abbinati (nonostante i “quorum” mantenuto occorrevano ancora 25-30 voti per i primi inserimenti, non molti ma comunque la sconfitta è netta). La speranza ora è di avere un riscatto parziale quando, verso fine anno presumibilmente, si voterà per i componenti dei comitati ristretti, ma le speranze, da quanto detto, non sono buone. In ogni caso anche un risultato di zero assoluto sarebbe in linea con i precedenti, per cui non si ha nulla da perdere.
Se ritrovo e riesco a leggere correttamente un foglietto annotato al volo, a tarda notte, all’uscita dei risultati elettorali eccoli:
Votazioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione (M indica candidati della lista Muratorio, D candidati della lista Dotti)

1 DI MARTINO Mauro CAGLIARI voti 442 M
2 MURATORIO Paola IMPERIA voti 357 M
3 DOTTI Riccardo ROMA voti 357 D
4 FORLEO Maurizio PISTOIA voti 351 M
5 BERIZZI Giuseppe BERGAMO voti 335 M
6 TASSONI Guido REGGIO EMILIA voti 329 M
7 TOMASI Andrea TRENTO voti 323 M
8 FIUME Andrea BARI voti 313 D
9 ORIELLA Enrico VICENZA voti 311 M
10 D'ONOFRIO Massimo CASERTA voti 309 D
11 COLOMBO Guido VARESE voti 299 M

un augurio di buon lavoro al nuovo C.D.A.

Il giorno seguente votazione per i Revisori dei Conti. Non avendo candidati, mantenendo fede, nonostante le vicende non favorevoli, agli accordi presi il voto “Marche” è andato a:

Revisori dei Conti effettivi
FAILLA Francesco RAGUSA (ingegnere)
BORGHI Carlo TRIESTE (architetto)

Revisori dei Conti supplenti
ALESSI Totuccio CALTANISSETTA (ingegnere)
GALIOTTO Adriano VICENZA (architetto)

dato il protrarsi delle operazioni di scrutinio, lo scarso interesse a tale votazione e, come detto, anche le scarse prospettive di successo, non ho seguito lo spogli e riferirò dei risultati alla prossima occasione. Per la cronaca i favori del pronostico andavano ai candidati della lista Muratorio:
DE MARINO Matteo NAPOLI (ingegnere)
RUDELLA Enrico CUNEO (architetto)


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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 2/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Comitato Nazionale dei Delegati del 6.10.2000
• Periodico Inarcassa n. 3/2000
• Recenti comunicazioni di Inarcassa
• Varie

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• Comitato Nazionale dei Delegati del 6.10.2000

Continuo ad aggiornare quanti hanno la volontà di seguirmi, su quanto sta accadendo alle riunioni di Inarcassa, cercando di far meglio comprendere il modo di operare di Inarcassa ed il suo evolversi nel tempo.

Il Comitato Nazionale dei Delegati (CND) del 6.10.2000 si è svolto a Santa Margherita di Pula (CA), e si è trattato della prima riunione indetta dal nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA) (si rimanda alla voce • Periodico Inarcassa n. 3/2000 per quanto riguarda il nuovo CDA) utile per vedere le nuove linee di indirizzo.
Il sottoscritto ha avuto la chiara sensazione che:
- si vuole far crescere il livello culturale del CND al fine di prendere in futuro decisioni più consapevoli
- il nuovo CDA intende monopolizzare la gestione di Inarcassa

Infatti i giorni di riunione in pratica sono stati tre anziché uno come risulta ufficialmente, in quanto nei tre giorni i Delegati sono in pratica andati a lezione di patrimonio mobiliare ed immobiliare, “asset allocation”, gestione del patrimonio mobiliare, strumenti per la misurazione del rischio nella gestione del patrimonio, mercati azionari, fondi comuni di investimento, mercati obbligazionari, rischio di cambio ed anche “assets immobiliari” dividendi, “capital gain”, “trading immobiliare”, “project financing”, progetti di riqualificazione, ricerca di opportunità nel mercato, “higt and best use” e potrei continuare con una serie di termini italiani e non, ma corro il rischio di annoiarvi (non certo quanto mi sono annoiato io che ha un fatto personale con i termini inglesi non traducibili). Il tutto propedeutico per in nuovi indirizzi di Inarcassa che, sinteticamente ha deciso di aumentare il livello di rischio dei suoi investimenti (rischio sempre controllato) al fine di ottenere maggiori utili.

In effetti poi questi maggiori utili vengono per lo più divorati dallo Stati Italiano che riesce a tassarsi doppiamente, dapprima tassando gli utili di Inarcassa, poi tassando le pensioni ai percettori. Inarcassa sta studiando tutte le eventuali possibilità di eliminare o ridurre questa doppia tassazione che in realtà è uno dei maggiori limiti dell’effettiva redditività del patrimonio.

Non sono mancate lezioni di analisi attuariale, scenari previdenziali e loro evoluzione, sistemi a capitalizzazione, a ripartizione, metodi contributivi, retributivi, misti etc.

Sono state anche distribuite delle dispense, tutte redatte da relatori di altissimo livello, dispense che conservo e posso fornire in copia a chi desiderasse approfondire gli argomenti

Per il secondo punto il CDA aveva proposto una elezione subdola di un Comitato Ristretto Statuto (CRS) per un singolo problema, ma il CND ha capito la manovra ed ha subito bocciato tale proposta in quanto era evidente che tale CRS sarebbe poi rimasto in vita per futuri e più importanti problemi.

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• Periodico Inarcassa n. 3/2000

Il periodico Inarcassa, al solito inviato in anticipo al Delegato ed è pervenuto al sottoscritto il 28.10.2000.
Tale numero, prosegue un pò la campagna elettorale ampiamente vinta dalla lista Muratorio, tanto che nelle prime pagine sono pubblicati i “curricula” dei componenti il nuovo CDA con tanto di foto a colori.
Avevo promesso un aggiornamento dei risultati elettorali ma il farlo è divenuto inutile data la pubblicazione del CDA sulla rivista. Faccio solo notare come, almeno per il Collegio dei Revisori dei conti, sia stato eletto il candidato sostenuto dal nostro schieramento (“Marche” etc. vedasi precedente comunicazione) nella persona dell’Arch. Carlo Borghi.
Per completezza delle votazioni riporto i risultati

Revisori dei Conti effettivi
RUDELLA Enrico CUNEO (architetto) voti 370
BORGHI Carlo TRIESTE (architetto) voti 362

Revisori dei Conti supplenti
LICCIARDELLO Antonio CATANIA (architetto) voti 381
VALENTINI Giuseppe GORIZIA (ingegnere) voti 361

Si prosegue a pag. 32 con la foto di tutti i componenti la nuova Commissione di Congruità.
In proposito il sottoscritto (e penso la grande maggioranza dei componenti in CND) avrebbe gradito una composizione che, pur rispettando il prevalere della maggioranza, avesse tenuto più conto anche degli altri schieramenti che in pratica sono stati esclusi.
D’altra parte la medesima cosa è successa per il comitato di redazione della rivista, a conferma di quanto esposto al punto precedente.

Per i più giovani consiglio la lettura di Inarcassa in breve (pagine da 18 a 22), articolo utile per meglio comprendere il funzionamento della Cassa.

Consiglio a tutti la lettura di Previdenza on line (pagine 30-31) e soprattutto consiglio di visitare il sito internet di Inarcassa, completamente rinnovato e migliorato notevolmente e con indirizzo
http//www.inarcassa.it
a pagina 31 è anche illustrato il nuovo servizio di e-mail
informazioni@ inarcassa.it

Inarcassa ha messo a disposizione dei Delegati anche un numero verde (riservati ai Delegati) e vari indirizzi di posta elettronica per informazioni sulle posizioni di ingegneri ed architetti (indirizzi riservati ai Delegati) per cui chi è interessato deve rivolgersi al sottoscritto
Brodolini Mario-Francesco
tel-fax-segreteria 071981237
cellulare 0337631043
e-mail m.brodolini@fastnet.it

Al solito consiglio a tutti la lettura e la conservazione della rivista perché spesso è di una utilità insospettata.

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• Varie

Attenzione alle scadenze!!!

Inarcassa, con lettera del 19.1.2000 ha comunicati ai Delegati di aver inviato, per ritardi o omissioni di pagamenti di contributi e per infedele o mancata comunicazione dei dati reddituali ben 14.756 sanzioni amministrative (soprattutto relative agli anni 1996 e 1997 ed anche relative ai riscontri con i dati dell’anagrafe tributaria che sinora sono stati forniti fino al 1994).

Successivamente, con altra lettera del 27.10.2000 ha comunicati ai Delegati di essere in procinto di inviare, per ritardi o omissioni dei versamenti della 2° rata dei contributi minimi circa 10.000 lettere di sollecito per pagamenti che non risultano effettuati (in previsione quindi circa 10.000 ulteriori sanzioni amministrative, a meno che il nuovo sistema di riscossione non abbia fatto paurosamente cilecca).

Attenzione quindi a tutte le comunicazioni di Inarcassa che, nell’intento di ridurre le “dimenticanze” si è impegnata a fornire sempre almeno due avvisi delle scadenze importanti. Ad esempio a tutti gli iscritti (che sono tenuti) è stata spedita la lettera con il calcolo del conguaglio 1999 del contributo soggettivo ed integrativo con scadenza 31.12.2000 (ed è il primo avviso), il secondo, con il necessario M.AV. per il pagamento giungerà in tempo utile (secondo avviso). In caso di errori riscontrati sono indicate le modalità di comunicazione. Nel caso in cui la lettera con il calcolo non sia pervenuta inviare alla Cassa
o un fax al n. 0685274533 oppure al n. 0685274211
o e-mail a iscrizioni@ inarcassa.it
indicando come soggetto “Conguaglio 1999” ed il numero di matricola

nel caso in cui non si ricevesse in tempo il necessario M.AV. si potrà scaricare dal sito internet
http//www.inarcassa.it
alla voce “news” il modulo disponibile da compilare poi con i dati già comunicati in maniera simile al precedente modulo M.AV. con cui sono stati effettuati i precedenti pagamenti.

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• Varie
• Comitato Nazionale dei Delegati del 28/29.11.2000

In data 28 e 29 novembre 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà a Roma. Data la vicinanza con la sede di Inarcassa è un’ottima occasione per comunicare ed avere dati dalla stessa.

Chi avesse problemi con Inarcassa è pregato di contattare il sottoscritto quanto prima e comunque non oltre il 26.11 cosi da poter predisporre tutto per il 28.11 nella speranza di avere risposta per il 29.11

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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 3/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Inarcassa rincara la dose

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Pochi giorni fa nell’aggiornare lo spazio riservato al delegato Inarcassa scrivevo:
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• Varie
• Recenti comunicazioni di Inarcassa

Attenzione alle scadenze!!!

Inarcassa, con lettera del 19.1.2000 ha comunicati ai Delegati di aver inviato, per ritardi o omissioni di pagamenti di contributi e per infedele o mancata comunicazione dei dati reddituali ben 14.756 sanzioni amministrative (soprattutto relative agli anni 1996 e 1997 ed anche relative ai riscontri con i dati dell’anagrafe tributaria che sinora sono stati forniti fino al 1994).

Successivamente, con altra lettera del 27.10.2000 ha comunicati ai Delegati di essere in procinto di inviare, per ritardi o omissioni dei versamenti della 2° rata dei contributi minimi circa 10.000 lettere di sollecito per pagamenti che non risultano effettuati (in previsione quindi circa 10.000 ulteriori sanzioni amministrative, a meno che il nuovo sistema di riscossione non abbia fatto paurosamente cilecca).

Attenzione quindi a tutte le comunicazioni di Inarcassa che, nell’intento di ridurre le “dimenticanze” si è impegnata a fornire sempre almeno due avvisi delle scadenze importanti. Ad esempio a tutti gli iscritti (che sono tenuti) è stata spedita la lettera con il calcolo del conguaglio 1999 del contributo soggettivo ed integrativo con scadenza 31.12.2000 (ed è il primo avviso), il secondo, con il necessario M.AV. per il pagamento giungerà in tempo utile (secondo avviso). In caso di errori riscontrati sono indicate le modalità di comunicazione. Nel caso in cui la lettera con il calcolo non sia pervenuta inviare alla Cassa
o un fax al n. 0685274533 oppure al n. 0685274211
o e-mail a iscrizioni@ inarcassa.it
indicando come soggetto “Conguaglio 1999” ed il numero di matricola

nel caso in cui non si ricevesse in tempo il necessario M.AV. si potrà scaricare dal sito internet
http//www.inarcassa.it
alla voce “news” il modulo disponibile da compilare poi con i dati già comunicati in maniera simile al precedente modulo M.AV. con cui sono stati effettuati i precedenti pagamenti.

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Debbo aggiungere che in data 11.11.2000 è pervenuta ai Delegati una ulteriore comunicazione che riporto per la parte di interesse:
“ Roma, 9/11/00 .... Oggetto: recupero crediti contributivi degli iscritti riferiti al 1998 e precedenti
Per opportuna conoscenza, Vi informiano che nell'ambito del processo di esame delle posizioni degli iscritti ai fini della loro regolarizzazione contributiva, stiamo inviando in questi giorni circa 23.000 lettere che riportano il dettaglio degli anni, delle causali e delle cifre di riferimento per le somme dovute ad Inarcassa. Queste notifiche riguardano circa 4.000 posizioni riscontrate sui dati forniti a Inarcassa dall' Anagrafe Tributaria, circa 17.000 provvedimenti riferiti all'anno 1998 (di cui quasi la metà sono omissioni di pagamento del Conguaglio) e altri 2.000 nuovi accertamenti. Il pagamento deve essere effettuato dai professionisti entro il 30/11/2000 mediante l'apposito bollettino M.AV. che il nostro Tesoriere provvederà ad inviare loro. Nel caso di smarrimento o mancato recapito del M.AV., devono rivolgersi esclusivamente alla Banca Popolare di Sondrio al numero verde 800248464.
Se invece gli iscritti desiderano comunicare con noi, possono inviare un fax al numero 06.85274211 oppure un messaggio e-mail all'indirizzo di posta elettronica amministrazione@inarcassa.it, indicando come oggetto "recupero crediti contributivi" e il proprio numero di matricola. .......”

Ritengo inutile qualsiasi commento.
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 4/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Inarcassa differisce alcuni termini di scadenza

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Pochi giorni fa aggiornavo lo spazio riservato al delegato Inarcassa ma sono costretto a riprendere carta e penna elettronica.
Rinviando agli aggiornamenti precedenti per seguire il filo del discorso, data l’urgenza la cosa più semplice che posso fare e riportare i principali passi della lettera di Inarcassa pervenutami il 22.11.2000
• DIREZIONE GENERALE
Segreteria

Roma, 21 novembre 2000
Oggetto: sanzioni e richiesta pagamenti in scadenza 30.11.2000.
Con la delibera del Comitato Nazionale dei Delegati del dicembre 1997 si approvò, con l'adeguamento dell'aliquota contributiva, anche l'indirizzo volto a produrre ogni sforzo della struttura per:
-perseguire l'evasione totale;
-individuare e perseguire le omissioni e le infedeli dichiarazioni;
-regolarizzare le posizioni contributive degli iscritti.
In base a questo impegno programmatico la struttura, fin da tale data, ha messo a punto un programma pluriennale avente i seguenti obiettivi:
-analizzare le condizioni di iscrivibilità di tutti quei professionisti non iscritti controllando l'iscrizione agli Albi e la partita IVA fornita dall'Anagrafe Tributaria;
-verificare con l'ausilio dell'Anagrafe Tributaria le dichiarazioni IRPEF e IVA (per i periodi 1987- 1994);
-eliminare tutte le anomalie presenti nelle posizioni previdenziali fino al 1997;
-elaborare un progetto per la riscossione diretta;
g-arantire per il futuro un continuo monitoraggio nei rapporti con gli iscritti rispetto alla correttezza delle posizioni previdenziali degli stessi.
Fino ad oggi sono state individuate le seguenti casistiche e ottenuti i seguenti risultati:


Base di partenza Posizioni definite Posizioni da definire
condizioni di iscrivibilità 4.000 1.000 3.000
mancate dichiarazioni 15.000 3.700 11.300
dichiarazioni infedeli 3.000 1.000 2.000
posizioni con saldi positivi 6.400 2.000 4.400
buoni di scarico su mancati pagamenti esattoriali 21.000 2 1000
altre posizioni non corrette 132.000 54.000 78.000
TOTALE 181.400 61.700 119.700

N.B.: Vi rammento che stiamo grosso modo analizzando 181.400 posizioni su circa 7 milioni di posizioni degli ultimi 20 anni, pari al 2,7% del totale
Allo scopo di accelerare il processo di normalizzazione abbiamo tentato, inviando gli estratti conto, di costruire con i nostri iscritti un rapporto di interazione necessario per superare dette anomalie. Il risultato, purtroppo, è stato marginale a causa dell'inerzia di molti iscritti.

2^ Fase del progetto
Siamo quindi passati ad una seconda fase del progetto di normalizzazione. Non dimentichiamo che non operiamo in una visione statica delle posizioni degli iscritti. Ogni anno, infatti, si aggiungono nuovi elementi che determinano nuove situazioni quali ad esempio:
-interruzione dei termini di prescrizione a seguito delle informazioni pervenute dagli iscritti (autocertificazioni reddituali);
-aggiornamento posizioni Anagrafe Tributaria (attualmente ferme al 1994);
-aggiornamento posizioni IVA (oggi ci pervengono informazioni fino al mese precedente);
-inserimento nuove iscrizioni retroattive;
-nuove richieste di contributi (1996-97-98) rispetto alla base di partenza.
La seconda fase ha lanciato le due iniziative, di cui il dettaglio in allegato, relative rispettivamente alle:

Sanzioni e recupero crediti (tabelle allegate)
Nel frattempo, la cosa che più ci preoccupa è il fenomeno che si sta evidenziando con le nuove modalità di riscossione diretta dei contributi dove abbiamo già accumulato inadempimenti pari a circa 38.500 posizioni così dettagliate:
-15.000 posizioni per ritardato pagamento 1^ rata 2000 contributi minimi (di cui 7 000 non ancora pagati); .
-12.000 posizioni per ritardato pagamento 2^ rata 2000 contributi minimi (di cui 9.000 non ancora pagati);
-11.500 posizioni per ritardata dichiarazione (di cui 6.000 non ancora pervenute).

Conclusioni
Di fronte all'insorgere di nuove problematiche è gioco forza accelerare l'attività sul pregresso e prendere purtroppo atto che esistono situazioni patologiche che stimiamo non superino a regime comunque il 10% dei nostri iscritti ma che dobbiamo evitare che si cumulino nel tempo.

Iniziative per diluire gli impegni finanziari degli iscritti inadempienti rimetto alla scadenza del 30/11.
Le istanze finora pervenuteci sono tutte volte a richiedere un ammortizzatore finanziario.
Le soluzioni adottate, che Vi preghiamo di segnalare a chi ve ne faccia richiesta, sono:
a) riconoscere assolutamente perentorie le scadenze relative ai contributi (30/6 - 30/9 - 31/12);
b) disporre la sospensione dei termini del 30/11/2000 per tutti coloro che presentano istanza di revisione per dare loro il tempo di interagire con i Servizi. Il pagamento avverrà dopo aver analizzato le reciproche posizioni. In tal senso, a chi ha fatto richiesta di revisione, verrà inviata una lettera di sospensione;
c) accettare la proposta di rateizzazione a condizione che venga riconosciuto il debito sottostante e nei seguenti casi:
- per le sanzioni con rateizzazione in tre rate senza interessi (entro il 1° trimestre 2001, 2002, 2003);
-per i contributi con rateizzazione concessa dal Presidente sarà presentata una proposta per la definizione dei tassi di interesse ferme restando le scadenze di cui al punto precedente;
d) nei casi di modifica del termine del 30/11 di cui ai punti b) e c), M.AV.
sarà emesso un nuovo
Sperando di aver contribuito con il differimento del termine a rendere meno onerosi gli adempimenti per i nostri iscritti, invio i miei migliori saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

• seguono le tabelle citate nella lettera che non posso allegare per motivi di tempo e che tento di riassumere
SANZIONI SPEDITE IL 23 OTTOBRE 2000 -----> N° 14.588 PER UN IMPORTO TOTALE DI £ 22.769.855.391 DI CUI:
N° 10.673 PROF. CHE HANNO RITARDATO SOLO IL PAGAMENTO (Concentrate per gli anni 1996 - 1997)
N° 3.915 PROF. CHE HANNO OMESSO/RITARDATO LA DICH. E RITARDATO IL PAGAMENTO (Le stesse sono pervenute a seguito delle 15.000 richieste del 1999-----> Progetto ECO)

N.° 7.144 ARCHITETTI SANZIONATI SU TERRITORIO NAZIONALE
N.° 7.444 INGEGNERI SANZIONATI SU TERRITORIO NAZIONALE
il dettaglio delle sanzioni viene poi fatto anno per anno per un importo delle sanzioni di lire 10.157.130.292 ARCHITETTI e di lire 12.612.725.099 INGEGNERI (quasi 23 miliardi di sanzioni !!!)

Un’altra tabella si riferisce alla emissione di M.AV per vecchi debiti, emissione che interessa 23.097 professionisti per un importo totale di lire 41.418.436.019 (oltre 41 miliardi) divisi dettagliatamente per contributo soggettivo (dal 1961 a parte del 1998) ed integrativo (dal 1983 a parte del 1998).

Ripeto, al solito, che ritengo inutile qualsiasi commento.
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 5/2000
DELEGATO INARCASSA PROV. DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it


• Comitato Nazionale dei Delegati del 28 e 29 novembre 2000

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• Il tema principale del C.N.D. (Comitato Nazionale dei Delegati) era il bilancio di previsione 2001, bilancio ampiamente in attivo soprattutto per l'entrata in vigore, in termini di cassa, degli aumenti dovuti ai contributi soggettivi (passati dal 6% al 10% - per inciso nessuna cassa applica oggi aliquote inferiori al 10%), ma non solo per questo. Una oculata gestione e l'aumento del numero degli iscritti ha portato il bilancio di previsione ampiamente al di sopra dei 4.000 miliardi (quattromila miliardi) ed ampiamente in attivo.
In questa fase Inarcassa sta accumulando capitali per quando dovrà poi reimpiegarli per fornire le prestazioni istituzionali, quando inevitabilmente i capitali in entrata saranno inferiori a quelli in uscita: infatti è impensabile che il numero di ingegneri ed architetti cresca in continuazione. Studi attuariali (da prendere molto con le molle) prevedono che il pareggio entrate uscite avvenga nell'anno 2008 (prima dell'aumento dell'aliquota contibutiva la previsione era, se rammento bene, per l'anno 2005).
E' ovvio che Inarcassa voglia allontanare il più possibile tale data, ma val la pena rammentare come, per legge, le casse private debbano avere, salvo casi particolari, una riserva a copertura delle prestazioni istituzionali, per almeno cinque anni (valore che presumibilmente andrà ad aumentare) ed Inarcassa da questo punto di vista è ampiamente coperta (18 anni di copertura prevista il che mostra come la Inarcassa sia indirizzata verso la strada della capitalizzazione).
I valori predetti sono riferiti a coperture cosiddette "statiche" tanto che se si vuole parlare di coperture dinamiche (cioè in proporzione all'aumento degli iscritti) ad oggi Inarcassa avrebbe 12 anni di copertura prevista, sempre ampiamente superiore al minimo di legge.
Chi vuole maggiori dettagli non ha che da rivolgersi al sottoscritto che può fornire i bilanci preventivi e consuntivi, gli studi attuariali etc. (quanto cioè fornito da Inarcassa) relativi agli ultimi cinque anni.

• Altro tema di fondo, dopo le ormai avvenute elezioni (di cui si è riferito in precedenti comunicazioni), era la formazione dei cosiddetti comitati ristretti (C.R.). L'iniziativa del C.D.A. (Consiglio di Amministrazione) di proporre la nuova figura dei tre saggi che avrebbero dovuto supervisionare i C.R., coordinare gli stessi, armonizzare etc. non è stata accolta favorevolmente e l'argomento è stato rinviato (ovviamente più si rinviano gli argomenti e meno si conclude).

• Tra gli argomenti di contorno le sanzioni amministrative hanno assorbito buona parte del tempo. Il Direttore Generale (dott. Caron) ha ammesso che alcuni malfunzionamenti hanno fatto sì che la cassa abbia richiesto arretrati sin dal 1961, un pò troppo rispetto ai termini reali o presunti tali (vedasi precedenti comunicazioni di come la cassa possa risalire invece sino al 1982). Su esplicita richiesta di alcuni delegati il dott. Caron si è impegnato ad effettuare le dovute rettifiche con le scuse del caso.
Resta comunque il fatto che sono stati effettivamente richiesti agli iscritti arretrati e sanzioni oltre 41 miliardi, e ciò andando a rinvangare sino agli anni 1994-1996 (controllo ovviamente parziale e sempre in itinere in quanto l'aggiornamento dei dati IRPEF ed IVA si estende a dieci anni addietro, e ad ogni aggiornamento consegue quello della cassa). Delle circa 4000 posizioni che Inarcassa riteneva meritevoli di iscrizione, già ad oggi risultano pervenute circa 1000 iscrizioni, a riprova dell'efficienza del progetto informatico.
Considerando che i dati dell'anagrafe tributaria sono stati forniti solo sino al 1994, che la cassa deve ancora controllare circa 200.000 movimenti riferibili a tali anni, che sono ritornate indietro dalle esattorie circa 21.000 posizioni (ovviamente somme da recuperare), che manca il controllo (almeno parziale) degli anni dal 1995-1997 in poi, e che da una prima stima si è accertato che non sono stati restituiti circa 6.000 modelli DICH. relativi all'anno 2000, che, sempre per l'anno 2000, circa 7.000 iscritti non hanno ancora pagato la prima rata dei minimi e che circa 9.000 non hanno ancora pagato la seconda rata dei minimi c'è poco da stare allegri: è facile prevedere che i 41.000 miliardi di sanzioni già inviati sono solo una minima parte di quanto bolle in pentola.
Tra l'altro il Direttore Generale ha riferito che alcuni crediti in pratica non si prescrivono mai, in quanto la prescrizione decennale (salvo interruzioni per comunicazioni, risposte degli interessati, condoni etc.) opera dal momento in cui si è a conoscenza del debito. L'esempio fornito è quello di un pensionando che comunica di voler andare in pensione con un certo numero di anni di contribuzione; attualmente la cassa, in tale situazione, si attiva per controllare la regolarità dei versamenti corrispondenti, e, se dovesse rilevare che per qualche anno richiesto non ha i corrispondenti versamenti dovuti, provvede alla richiesta degli arretrati e delle relative sanzioni prima di erogare la corrispondente prestazione (in tal caso la pensione). Dato che di solito la contribuzione minima è di trenta anni (ma può essere anche riferita ad un numero di anni notevolmente superiore) è facile vedere come e quanto sia retroattiva la prescrizione.
In sintesi le posizioni previdenziali debbono avere riscontro con le posizioni contabili, e dal riscontro delle stesse, qualora emergano anomalie, vanno attivate le procedure di regolarizzazione.
Anche in questo caso il dott. Caron ha assicurato che la cassa si sta attivando per individuare in anticipo le anomalie del tipo in esempio, cosicché gli iscritti possano, in un prossimo futuro, avere un quadro chiaro prima del verificarsi degli eventi, con ovvi vantaggi per tutti.
In questa ottica è previsto di mettere in rete (internet) le posizioni con i versamenti degli iscritti, ovviamente nel rispetto della privacy (ognuno dovrà costruirsi un suo codice PIN che consentirà l'accesso solo ai suo dati) per la fine del primo trimestre 2001, e, sempre per tale data, è previsto ancora di mettere in rete un programma che consenta agli iscritti, in base alla loro contribuzione, di calcolarsi la pensione o l'importo di eventuali riscatti.
Tempi un pò più lunghi per effettuare la dichiarazione annuale via internet (anziché con il modulo DICH.) con ovvia riduzione di tempi, di errori e con vantaggi vari. Naturalmente ci sarà bisogno della firma elettronica (probabilmente chiave pubblica, chiave privata e relative autenticazioni) così che la dichiarazione possa ritenersi autentica (già oggi sono possibili atti notarili con tali sistemi) e la previsione è per il secondo trimestre 2001.
Riguardo le scadenze dei pagamenti nessun differimento di termini, soltanto possibilità di rateizzazioni triennali per le sanzioni di notevole entità (ovviamente a richiesta dell'interessato).

• Molto interessante la relazione del Presidente che ha fornito molte notizie (in parte già riferite in precedenza) soprattutto per l'aggiornamento avuto con il senatore De Luca (facente parte della commissione parlamentare di controllo degli istituti di previdenza) circa l'autonomia gestionale delle casse private (autonomia anche statutaria, normativa etc.) circa l'impossibilità del ritorno delle casse private nella sfera pubblica, circa la totalizzazione dei contributi (che dovrà in seguito intendersi soltanto per chi non avrà raggiunto i requisiti minimi) circa il principio del pro rata per le pensioni, e circa le pensioni minime (Inarcassa quanto prima adeguerà le sue pensioni minime a quelle dell'INPS).
Altro argomento quello della doppia imposizione sugli enti previdenziali, in quanto lo Stato Italiano dapprima tassa gli utili di Inarcassa (alla stregua di un privato qualsiasi), poi tassa le pensioni ai percettori. Inarcassa, assieme agli altri enti previdenziali privati (ADEPP) sta studiando tutte le eventuali possibilità per eliminare o ridurre questa doppia tassazione, anche a livello politico appunto.
Si è parlato anche della finanziaria che presenta lati oscuri nei confronti di enti previdenziali quali Inarcassa. Un esempio: allo stato attuale dal 2001 l'erogazione di somme non direttamente derivanti dall'attività professionale (ad esempio il gettone di presenza) comporterebbe l'equiparazione del percettore delle somme a dipendente dell'ente. Nel caso di Architetti o Ingegneri gli stessi sarebbero considerati quali dipendenti (ad esempio del Comune nel caso di gettoni di presenza per commissioni edilizie, urbanistiche etc) con conseguente versamento del 10-13% all'INPS.
Tale fatto, comportando versamenti presso un altro ente previdenziale, per assurdo comporterebbe la cancellazione da Inarcassa che così dovrebbe cancellare da sè stessa il suo presidente, l'intero consiglio di amministrazione, l'intero comitato dei delegati etc.


• Modifica dell’art. 40 dello statuto Inarcassa.
Il presidente ha inoltre fatto presente che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, in pratica ha dato parere favorevole alla modifica dell’art. 40 salvo una riserva (il Ministero non accetta diverse posizioni previdenziali per lo stesso soggetto, che quindi dovrebbe essere trattato con la sola normativa di Inarcassa in caso di ricongiunzione presso la stessa).
IL C.D.A. dava per scontata l'entrata in vigore della modifica statutaria con l'inizio del nuovo anno (accogliendo ovviamente la riserva del Ministero, ma per il sottoscritto (e pochi altri colleghi) non è così. La spiegazione di tale apparente anomalo comportamento è stata fornita con il ricorso in merito, ricorso illustrato in precedenti comunicazioni.
Poiché nel collegarmi al sito internet dell'Ordine di Macerata (questo) ho potuto constatare che le notizie citate nel “Ricorso presentato ai Ministeri vigilanti dal delegato InarCassa” non sono più raggiungibili, e poiché le stesse sono essenziali per comprendere il punto in esame, riporto nuovamente quanto già ivi comunicato:


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DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL:m.brodolini@fastnet.it


MINISTERO DEL LAVORO E
DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DIREZIONE GENERALE DELLA
PREVIDENZA E ASSISTENZA
SOCIALE DIVISIONE III
00100 R O M A

e p. c. MINISTERO DEL TESORO
BILANCIO E PROGRAMMAZ.
ECONOMICA R.G.S. - I.G.F.
DIVISIONE VI
00187 R O M A

Oggetto: presunta illegittimità della proposta di modifica dell’art. 40 dello statuto Inarcassa deliberata nell’adunanza del Comitato Nazionale dei Delegati del 5-6 ottobre 1999

Si riporta la delibera in oggetto così come proposta al Comitato Nazionale dei Delegati e dallo stesso approvata a larga maggioranza
______________________________
Il Comitato Nazionale dei Delegati,

- viste le proprie deliberazioni adottate nella riunione del 21, 22 e 23 giugno 1999, con le quali sono stati forniti al Comitato Ristretto Statuto criteri in base ai quali elaborare proposte di modifica all'articolo 40 dello Statuto in materia di restituzione dei contributi;

- viste le proposte di modifica elaborate dal Comitato Ristretto Statuto;

delibera

di modificare l'articolo 40 dello Statuto di Inarcassa, come di seguito indicato:

40.1 - Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età ovvero si vengano a trovare nelle condizioni di cui all'art. 27, comma 1, senza aver maturato i requisiti assicurativi per il diritto a pensione, possono ottenere il rimborso:

a) dei contributi di cui all'articolo 22, primo comma, lettera a) e degli eventuali contributi soggettivi previsti dalla legislazione precedente, nella misura pari al 95% di quanto complessivamente versato.
b) dei contributi trasferiti ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45, nella misura prevista dalla normativa dell'Ente di provenienza.
c) delle somme versate ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45 ed a titolo di riscatto.

40.3 - Le somme di cui al primo comma del presente articolo verranno rivalutate su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione delle somme versate nello stesso anno, ad un tasso di capitalizzazione pari alla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare

I rimanenti commi rimangono invariati.

La presente delibera, previa approvazione dei Ministeri competenti, avrà effetto dal 1° gennaio successivo alla approvazione stessa. Alle somme versate entro il 31 dicembre precedente verrà applicata la normativa previgente.
______________________________

Il sottoscritto ritiene che la delibera approvata sia illegittima per contrasto con l’articolo 20 della Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290, per contrasto con gli articoli 3 e 5 dello Statuto Inarcassa , per essere discriminatoria e foriera di disparità di trattamento, per violazione dei diritti delle minoranze, per appropriazione di somme senza titolo.

Si riporta l’articolo 20 (Restituzione dei contributi) della Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290

______________________________
Art. 20 - Restituzione dei contributi

20.1- Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età e che cessino dalla iscrizione alla Cassa senza aver maturato i requisiti assicurativi per il diritto a pensione, possono ottenere il rimborso dei contributi di cui all'articolo 9, nonché degli eventuali contributi individuali previsti dalla legislazione precedente.

20.2 - Il rimborso spetta anche ai superstiti dell'iscritto indicati all'articolo 7 sempreché i medesimi non abbiano titolo alla pensione indiretta conseguibile anche mediante ricongiunzione.

20.3 - Sulle somme rimborsate è dovuto l'interesse composto del 5 per cento dal 1° gennaio successivo ai relativi pagamenti.
______________________________

Non si può concordare con il prelievo, pur modesto, sul capitale versato, in quanto introdurrebbe un principio contrario oltre che alle leggi citate, anche agli articoli 3 (Scopo) e 5 (Entrate) dello stesso Statuto Inarcassa che di seguito si riportano

______________________________
Art. 3 - Scopo

3.1- INARCASSA, ai sensi dell'art. 38 della Costituzione della Repubblica Italiana, provvede ai compiti di previdenza e assistenza a favore degli iscritti e degli ulteriori destinatari, individuati dalle norme del presente Statuto; inoltre, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, svolge attività integrative a favore degli stessi iscritti.

3.2 - Le attività previdenziali già stabilite dalle leggi vigenti consistono nella corresponsione delle seguenti prestazioni:
a) pensioni di vecchiaia;
b) pensioni di anzianità;
c) pensioni di inabilità ed invalidità;
d) pensioni ai superstiti, di reversibilità o indirette;
e) rendite.
Ulteriori forme di attività previdenziali possono essere individuate dal Comitato Nazionale dei Delegati con delibera di integrazione del presente Statuto, senza pregiudizio delle forme di attività imposte dalla legge.

3.3 - Le pensioni e le rendite corrisposte da INARCASSA sono cumulabili con altri trattamenti pensionistici.

3.4 - Le attività assistenziali già stabilite dalle leggi vigenti consistono nella corresponsione della indennità di maternità.
Altre attività di assistenza possono essere:
a) la concessione di contributi per l'impianto dello studio all'ingegnere o all'architetto che si iscriva per la prima volta a INARCASSA prima del compimento del 35esimo anno di età, se versa in condizioni di disagio economico;
b) la concessione di assegni di studio a favore dei figli dell'iscritto attivo, pensionato o deceduto;
c) la corresponsione di sussidi a favore dell'iscritto attivo o pensionato, ovvero, in mancanza, del coniuge o dei suoi parenti entro il secondo grado, se versano in condizioni di disagio economico e risultano conviventi ed a suo carico;
d) la concessione di mutui all'iscritto per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dello studio o della casa da adibire ad abitazione principale, anche stipulando apposite convenzioni con istituti di credito abilitati alla concessione di prestiti a medio e lungo termine e contribuendo parzialmente al pagamento dei relativi interessi.

3.5 - Ulteriori forme di attività di assistenza possono essere individuate dal Comitato Nazionale dei Delegati con delibera di integrazione del presente Statuto.


Art. 5 - Entrate - Patrimonio - investimenti

5.1 - Le entrate di INARCASSA sono costituite:
dalle contribuzioni obbligatorie soggettive ed integrative versate ai sensi degli art. 22 e 23 del presente Statuto;
- dagli interessi attivi e dalle rendite patrimoniali;
- da altre entrate previste da disposizioni di legge o da altre fonti normative.

5.2 - Il patrimonio di INARCASSA è costituito:
- dai beni mobili ed immobili di proprietà della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli ingegneri e Architetti liberi Professionisti;
- da eventuali lasciti, elargizioni o provvidenze, da qualsiasi parte provengano.

5.3 - i fondi disponibili di INARCASSA possono essere impiegati:
a) in titoli di Stato o garantiti dallo Stato o in cartelle fondiarie o in titoli equipollenti alle cartelle fondiarie, nell'ambito dell'Unione Europea;
b) in depositi fruttiferi presso Istituti di Credito di diritto pubblico o Istituti di Credito a carattere nazionale o Casse di Risparmio, nell'ambito dell'Unione Europea;
c) in immobili urbani o rustici, anche sotto forma di pacchetti azionari rappresentativi di essi;
d) in mutui ipotecari;
e) in quegli altri modi che potranno essere deliberati dal Comitato Nazionale dei Delegati, su proposta del Consiglio di Amministrazione.

5.4 - Le delibere contenenti i criteri di individuazione e di ripartizione del rischio nella scelta dei suddetti impieghi devono essere trasmesse al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed a quello del Tesoro per l'esercizio delle funzioni previste dall’Art. 3, comma 3, del decreto Legislativo n. 509/1994.
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Se il contrasto con l’art. 5 (che non prevede forme di entrata tramite prelievo su somme versate dagli iscritti) potrà essere facilmente superato con una ulteriore modifica statutaria, al momento non richiesta, non altrettanto potrà avvenire per l’articolo 3 che stabilisce lo scopo stesso di Inarcassa che prevede compiti di previdenza e assistenza a favore “degli iscritti” e non a favore “di una parte degli iscritti”.
Corre l’obbligo di spiegare il meccanismo occulto di tale discriminazione e la violazione dei più elementari diritti delle minoranze.
La grande maggioranza degli iscritti ad Inarcassa è composta da ingegneri ed architetti liberi professionisti non soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria che non godono di trattamento pensionistico erogato da altro Ente, che per brevità in seguito verranno chiamati “primi”, soprattutto per motivi storici, in quanto la Cassa Ingegneri ed Architetti è nata con tali professionisti. Sino alla metà degli anni ‘80 i “primi” erano la totalità tanto che l’art. 2 della Legge 11.11.1971 n. 1046 prevedeva esplicitamente che dal 1.1.1972 fossero esclusi dalla Cassa gli iscritti a forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato, o comunque di altra attività.
Le varie vicende legislative, travagliate e controverse sono note e si danno per scontate, sta di fatto che “in assenza di liberi professionisti non soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria ma che già godono di trattamento pensionistico erogato da altro Ente”, che per brevità in seguito verranno chiamati “secondi”, sono state prese dai “primi” delle decisioni che interessavano i “secondi”, stabilendo che questi dovessero fare obbligatoriamente parte di Inarcassa a condizioni solo apparentemente uguali a quelle dei “primi”. Infatti quando mai un architetto o ingegnere, che già goda di trattamento pensionistico erogato da altro Ente , può sperare di avere parità di trattamento nell’ottenere la pensione di anzianità da Inarcassa se, oltre agli anni necessari per raggiungere la prima pensione, deve ulteriormente svolgere almeno, altri trenta anni di attività? Certo solo le mosche bianche dei “secondi”, per ovvi motivi (come da nota precedente) potranno ottenere la pensione di vecchiaia da Inarcassa, ma, nella generalità dei casi, potranno solo aspirare alla restituzione dei contributi, nel più assoluto contrasto con lo scopo dichiarato di Inarcassa di corrispondere
“... le seguenti prestazioni: a) pensioni di vecchiaia; b) pensioni di anzianità; c) pensioni di inabilità ed invalidità; d) pensioni ai superstiti, di reversibilità o indirette; e) rendite.”
Non è tra gli scopi previdenziali dichiarati di Inarcassa quello di costringere a forme di risparmio forzoso in previsione di una futura restituzione corredata da interessi, ma, nel caso pratico dei “secondi”, date le condizioni iniziali, il reale scopo è proprio quello della restituzione dei contributi, maggiorati dell’interesse composto del 5%.
Lo stesso non può dirsi per i “primi” che, nella totalità o quasi dei casi, otterranno la pensione, potendo in tal maniera usufruire anche della riserva matematica che Inarcassa avrà per loro accantonato, mentre solo le mosche bianche di questi ultimi opteranno per la restituzione dei contributi.
E’ evidente quindi che con tale modifica statutaria i “primi”, che, come detto, già godono del privilegio rispetto ai “secondi” di poter utilizzare la riserva matematica, si approprieranno, illegittimamente a parere dello scrivente, anche del 5% del capitale dei “secondi”.
Introdurre il nuovo principio di sottrarre forzosamente del capitale ai “secondi”, è certamente discriminante, vessatorio e contrario allo stesso statuto Inarcassa.
E’ orripilante pensare che un organismo dalle nobili finalità quale Inarcassa, possa obbligare una piccola parte dei suoi iscritti ad un risparmio forzoso, con la prospettiva di restituire solo una parte di quanto accantonato, comportandosi, nei fatti, peggio della più esosa delle banche.
Anche le modalità con cui si è giunti alla delibera in oggetto sono fortemente criticabili ed il commento viene relegato nella nota al solo scopo di non appesantire ulteriormente l’esposizione .
Viene da domandarsi del perché i secondi siano iscritti ad una associazione, divenuta privata, che mal tutela i loro diritti, e la risposta è semplice: sono costretti; a tal proposito si riporta l’art. 1 comma 3 del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n.509
“Gli enti trasformati continuano a svolgere le attività previdenziali e assistenziali in atto riconosciute a favore delle categorie di lavoratori e professionisti per le quali sono stati originariamente istituiti, ferma restando la obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione. ...”
pertanto, riguardo l’obbligatorietà della iscrizione, vige ancora la precedente normativa recepita anche dal vigente Statuto Inarcassa
“L'iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità e ad essi esclusivamente riservata”
carattere di continuità che così venne definito dal lontano C.N.D. del 23.3.1981, quando le condizioni erano totalmente diverse, ad esempio era di là da venire la legge 335 del 8.8.1995 per la gestione separata dei lavoratori autonomi:
“... ingegneri e architetti che siano ad un tempo:
a) iscritti all'Albo ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di ordinamento professionale;
b) non iscritti a forme di previdenza obbligatoria in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque altra attività esercitata;
c) in possesso di partita IVA. ...”
decisione questa presa dai “primi” in assenza dei “secondi”.
Nonostante il quadro normativo sia mutato radicalmente ai “secondi” vengono precluse tutte le vie di fuga quali ad esempio l’esclusione dall’iscrizione ad Inarcassa di coloro che già godano di trattamento pensionistico erogato da altro Ente.
Infatti, poco prima dell’approvazione della delibera in oggetto, è stata bocciata la delibera di dare “Incarico al Comitato Ristretto Statuto di affrontare le necessarie modifiche all’art. 7 dello Statuto tali da escludere dall’iscrizione ad Inarcassa coloro che già godano di trattamento pensionistico erogato da altro Ente” ora che la presenza della legge 335 del 8.8.1995 non consente più alcun alibi ai “primi” .
Peraltro è opportuno ancora far notare come, nonostante le numerose proposte, il C.N.D. si sia sempre rifiutato di prendere in considerazione l’ipotesi di “Gestione Separata”, come anche si è sempre rifiutato di prendere in considerazione l’iscrizione a Inarcassa di tutti gli ingegneri ed architetti iscritti all’albo, in analogia ad altre categorie , paventano ingressi massicci in Inarcassa di “secondi”, potenzialmente in grado di ribaltare numericamente i rapporti di forze.
Come ciliegina da mettere sulla torta si è trovato anche il modo di ridurre drasticamente il 5% di interesse composto anch’esso previsto per legge. Ma è mai possibile fare riferimento a delle leggi per la forzosità all’iscrizione ad Inarcassa e contemporaneamente disconoscere le stesse leggi che regolano anche le modalità di restituzione dei contributi?
In conclusione le minoranze vengono obbligate a permanere in Inarcassa, a subire disparità di trattamento evidenti come anche da esempi riportati nella presente nota , ed ora a subire prelievi ingiustificati di capitale.
Riguardo l’art. 40.1 lettera b) l’appropriazione indebita è ancora più evidente in quanto il punto b) può esplicitarsi nel seguente modo: nell’ipotesi che pervengano ad Inarcassa “contributi trasferiti ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45” essi verranno restituiti ai contribuenti “nella misura prevista dalla normativa dell'Ente di provenienza”; Inarcassa, in altri termini, incamererà quanto non restituito, non essendo prevista la restituzione all’Ente di provenienza delle somme non utilizzate a favore dell’iscritto. A quale titolo Inarcassa si approprierebbe di dette somme?

Per i motivi suesposti si chiede che codesto Ministero, nell’ambito delle funzioni previste dall’Art. 3 del decreto Legislativo n. 509/1994 disapprovi la modifica statutaria proposta.

ROMA 30.11.1999

Dott. ing. Brodolini Mario-Francesco
delegato per la provincia di Macerata

Note:
1) in seguito abbreviato in C.N.D.

2) Restituzione dei contributi

3) approvato con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 28 novembre 1995, articolo 3 (Scopo) articolo 5 (Entrate)

4) liberi professionisti non soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria né che già godano di trattamento pensionistico erogato da altro Ente

5) e che quindi di norma ha quanto meno vent’anni di anzianità di servizio alle spalle, se pensionato da lunga data, molti di più se pensionato di recente, per non dire di chi gode di trattamento pensionistico da altro Ente per sopraggiunti limiti d’età

6) anche nell’ipotesi più ottimistica di laurea senza intoppi, riscatto degli anni universitari e dell’eventuale servizio militare, anche il pensionato “baby”, figura ormai in estinzione, otterrebbe la pensione di vecchiaia Inarcassa all’età di almeno 71-72 anni, per gli altri si parla di pensione di vecchiaia a partire da 90 anni circa, contro i 65 anni dei “primi”

7) è opportuno far notare come, nella riunione del C.N.D. del 21, 22 e 23 giugno 1999 sia stato proposto il rimborso dei contributi di cui all'articolo 22, primo comma, lettera a) e degli eventuali contributi soggettivi previsti dalla legislazione precedente, nella misura pari al 70% di quanto complessivamente versato, a dimostrazione della famelicità dei “primi” nei confronti dei “secondi”. Non sarebbe sorprendente una futura proposta di rimborso dei contributi nella misura pari allo 0% (zero %), dato che, in tale sede detta proposta è già stata avanzata, proposta che il sottoscritto definisce come tentativo di furto e, se di furto si tratta, che sia del 30% , del 5% o del 100% la violazione del principio rimane. Se poi in casi particolari debbono richiedersi dei sacrifici agli iscritti, e non sembra questo in caso, dato che Inarcassa sostiene di essere in ottima salute, questi devono essere fatti da tutti, non solo dalle minoranze ed a vantaggio delle maggioranze. Se poi proprio debbano esserci sacrifici di alcuni a favore di altri, sarebbe obbligo di istituti quali Inarcassa di prelevare dalle categorie più forti a favore di quelle più deboli e non viceversa. A tal proposito i “primi” ritengono, erroneamente a parere dello scivente, che la categoria più forte sia quella dei “secondi” il che li autorizzerebbe ad effettuare il prelievo in oggetto, con tale comportamento dimostrando quale è veramente la categoria più forte. A dimostrazione pratica di quanto detto il Comitato Ristretto Statuto, contemporaneamente alla proposta di un rimborso dei contributi nella misura pari al 70% di quanto complessivamente versato, adducendo le medesime motivazioni, aveva proposto una riduzione del 50% del supplemento di pensione (il sottoscritto o Inarcassa possono facilmente fornire i verbali delle sedute a conferma di quanto esposto). Fatto notare che se i “secondi” non arrivano alla pensione o vi arrivano come le mosche bianche, a maggior ragione non arrivano al supplemento di pensione; in tal caso la riduzione dei supplementi di pensione avrebbe, di fatto, interessato soli i “primi”, ovvio quindi che il volto sia stato quasi unanime, ma in direzione opposta alla precedente.

8) Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290 art. 21 comma 1

9) art. 7 comma 1

10) il prosieguo dell’articolo è presente nel solo statuto Inarcassa

11) neanche a dirlo a larga maggioranza

12) il sottoscritto o Inarcassa possono facilmente fornire i verbali delle sedute a conferma di quanto esposto

13) infatti per giustificare i criteri di iscrizione ad Inarcassa (a quei tempi C.N.P.A.I.A.) inglobanti anche i “secondi”, i “primi” addussero la potenziale condizione di vantaggio dei “secondi” che all’epoca non erano tenuti al versamento del contributo soggettivo, condizione ora divenuta di svantaggio, data la legge 335 del 8.8.1995 sulla gestione separata INPS e date le aliquote di contributo soggettivo in vigore e previste

14) sempre con votazioni a larga maggioranza

15) ad esempio, riportando in maniera quasi letterale quanto compare nel “manuale di consultazione” di Inarcassa, la pensione di invalidità spetta, ove ne ricorrano le condizioni, all’iscritto alla Cassa che abbia “almeno cinque anni di iscrizione alla Cassa; in caso di infortunio si prescinde dall’anzianità minima. ... tale pensione è reversibile . N.B. Sono esclusi dal diritto a tale trattamento previdenziale i professionisti iscritti alla Cassa in seguito a pensionamento a carico di un altro Istituto” come dire che ai fini contributivi i “primi” sono uguali ai “secondi”, lo stesso dicasi per le condizioni ananagrafica nonostante l’evidente differenza, ma nei riguardi del diritto all’invalidità solo i “primi” sono meritevoli. Ma questo non è l’unico esempio, in quanto anche la pensione di inabilità presenta l’identico N.B. soprariportato e ciò nonostante nel “manuale di consultazione” alla voce “Pensionati di altro istituto” sia scritto chiaramente “... sono equiparati a qualsiasi altro iscritto.” Si potrebbe proseguire con i supplementi di pensione, le rendite etc.

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Chi ha avuto la pazienza di seguire il tema avrà capito che
- è impossibile far entrare in vigore un provvedimento con il parere negativo (sia pur limitato) del Ministero vigilante
- non si è avuto ancora riscontro a due ricorsi in merito (uno del sottoscritto dianzi esposto, l'altro dell'ing. Pisano delegato di Avellino, ricorso per molti versi simile e che approfitto per riportare a seguire), pertanto gli stessi non risultano né accolti né rigettati
- è comunque necessaria una nuova delibera di recepimento del C.N.D. con successiva approvazione ministeriale.

Ricorso dell’ing. Pisano (versione simile alla deginitiva non in mio possesso)

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DOTT. ING. GIUSEPPE PISANO
VIA A.M. MAFFUCCI, 4
83100 AVELLINO
TEL/FAX 0825/33077
E-mail: xgpisano@tin.it


Ministero del lavoro e della previdenza sociale
Direzione Generale della Prev. e Ass. Sociale
Divisione III
00100 R O M A


e p.c. Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica
R.G.S. - I.G.F. Div. VI
00187 ROMA


Il Comitato Nazionale del Delegati con delibera che si acclude in copia ha modificato l'art. 40 dello Statuto riguardante la restituzione dei contributi a coloro che all'età di 65 anni non maturano il diritto alla pensione di vecchiaia.
In particolare la predetta modifica ha riguardato:
la limitazione della restituzione dei contributi alla sola parte a percentuale intera (non viene restituita la parte eccedente soggetta alla percentuale del 3%);
la restituzione dei contributi a percentuale intera viene limitata al 95% degli importi versati;
i contributi trasferiti nel caso di ricongiunzione (legge 45/90) vengono restituiti nella misura prevista dall'ente di provenienza;
le somme di cui ai punti 1, 2, e 3 verranno rivalutate su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione delle somme versate nello stesso anno, ad un tasso di capitalizzazione pari alla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare;
5) la delibera (norma transitoria), previa approvazione dei Ministri competenti, avrà effetto dal 1° gennaio successivo all'approvazione della stessa. Alle somme versate entro il 31 dicembre precedente verrà applicata la normativa vigente.
Tali modifiche appaiono illegittime per una serie di motivi che di seguito si evidenziano.
Preliminarmente va rilevato che non sembra rientrare nei poteri degli Enti Privatizzati, e quindi del relativo Comitato Nazionale dei Delegati, di modificare diritti riconosciuti dalla legge 6/81, come modificata dalla legge 290/90. Rientra, invece, "nei poteri degli enti privatizzati gestori delle forme di previdenza obbligatoria a favore di liberi professionisti, conferiti dall'art. 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995 n. 335, il riconoscimento del computo dei periodi contributivi non coincidenti posseduti dal professionista presso altre forme di previdenza obbligatoria, al solo fine del conseguimento dei requisiti contributivi previsti dall'ordinamento giuridico di appartenenza per il diritto a pensione e non per la misura di quest'ultima" (decreto legislativo 30/04/1997 n. 184, art. 1 comma 5), e inoltre "nell'ambito del potere di adozione di provvedimenti, conferito dall'art. 2 comma 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994 n. 509, possono essere adottate dagli enti privatizzati di cui al medesimo decreto legislativo deliberazioni in materia di regime sanzionario e di condono per inadempienze contributive, da assoggettare ad approvazione ministeriale ai sensi dell'art. 3 comma 2 del citato decreto legislativo" (legge 28/05/1997 n. 140, art. 4 comma 6-bis).
La delibera è comunque palesemente illegittima per una serie di ragioni:
L’art. 40 dello statuto, laddove prevede il diritto alla restituzione dei contributi versati alla Cassa, in favore degli iscritti che non abbiano maturato i requisiti assicurativi per il diritto alla pensione, riproduce nella sostanza il disposto dell’art 20 della Legge 3 gennaio 1981 n° 6 (modificata ed integrata dalla Legge 290/90).
E’ evidente quindi che il riconoscimento del diritto in questione trova la sua fonte normativa nella disposizione di legge e non nella norma statutaria la quale, del resto, non potrebbe mai essere in contrasto con la prima.
Né può dubitarsi che la norma di legge in questione, al pari di altre disposizioni della legge n° 6 del 1981, abbia carattere cogente, ossia inderogabile, anche in ragione della rilevanza pubblicistica dell’Ente che, ancorché di diritto privato, persegue fini di carattere costituzionale (cfr. art. 1 dello statuto). Ed infatti non è un caso che il relativo statuto sia stato approvato con decreto ministeriale (d'altro canto, se si volesse riconoscere allo statuto la natura di atto normativo, esso nella gerarchia delle fonti si porrebbe comunque al di sotto della legge ordinaria e quindi un'eventuale deroga risulterebbe comunque contra legem).
La prova della inderogabilità della norma di legge emerge altresì dalla circostanza che quando si decise di ridurre il tasso di interesse sulle somme rimborsate dal 10% al 5%, tale modifica interessò la stessa disposizione legislativa e non solo l'art 40 dello statuto.
Un’eventuale delibera volta a modificare l’art. 40 nel senso di cui sopra, ove pure ammissibile, non potrebbe mai essere adottata a maggioranza, ma richiederebbe l’unanimità dei consensi, in quanto la stessa andrebbe ad incidere su posizione soggettive (cd. diritti individuali dei soci), modificando la struttura stessa del rapporto associativo.
Non va trascurato, infatti, che al momento della iscrizione alla Cassa il regime della restituzione dei contributi era quello attuale, per cui la erogazione dei contributi soggettivi da parte degli associati è avvenuta anche nella prospettiva di una loro restituzione integrale.
Nel merito, inoltre le modifiche proposte appaiono del tutto ingiustificate anche per le seguenti ragioni:
La non restituzione del contributo con percentuale del 3% viene motivata con l'affermazione che trattasi della quota solidaristica che, se restituita, verrebbe sottratta a INARCASSA. Si sostiene, paradossalmente, che coloro che per vicende professionali non riescano a maturare a 65 anni il requisito soggettivo dei 30 anni di iscrizione e contribuzione per il diritto alla pensione, debbano versare parte dei contributi a chi la pensione già percepisce. In sostanza si sostiene che la solidarietà debba avvenire nel senso opposto a quello che tutti si aspettano, cioè da parte dei meno fortunati verso i più fortunati. Infatti a coloro che non maturano diritto a pensione vengono restituiti i soli contributi versati e non anche la "riserva matematica" maturata negli anni di iscrizione, come avviene per il pensionato, trattandosi di un sistema sostanzialmente retributivo e non esclusivamente contributivo;
è irragionevole la restituzione parziale rapportata al reddito, in quanto se è vero, come si afferma, che essa rientra nei costi di gestione (non giustificata da alcun calcolo numerico), dovrebbe trattarsi di un importo costante e non variabile con la contribuzione effettuata, configurandosi in tale ultima ipotesi come un'ulteriore "tassa sulla professione";
priva di titolo giustificativo sarebbe la pretesa di non restituire i contributi versati da altro ente a INARCASSA, qualora l'ente di provenienza non praticasse la restituzione. Ciò perché si tratterebbe comunque di Enti soggetti a un diverso regime previdenziale, assolutamente non comparabile a quello di Inarcassa: per fare un esempio, è vero che l'INPS non restituisce i contributi, ma il periodo di contribuzione minimo per acquisire il diritto alla pensione INPS era - prima della riforma DINI - di soli 15 anni e attualmente è di 20 anni. Ne deriva che i contributi versati per gli anni di iscrizione ad altro ente verrebbero del tutto sacrificati senza la possibilità di procedere a versamenti volontari per maturare, presso l'ente di provenienza, il diritto alla pensione minima (situazione, questa, plausibile nell'ipotesi di 15 o 20 anni di contribuzione, non in quella di 30 anni). Tutto ciò in dispregio di quanto stabilito anche dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza n. 61 del 24/02 - 05/03/1999 a proposito della "totalizzazione dei periodi contributivi" la cui attuazione è delegata, come già detto, agli enti privatizzati (cfr. decreto legislativo 30/04/1997 n. 184, art. 1 comma 5);
non si comprende, invero, per quale ragione il tasso di capitalizzazione della rivalutazione debba essere ancorato al PIL;
la norma transitoria è addirittura priva di qualsiasi senso giuridico e logico, in quanto il periodo entro cui si applica il vecchio sistema, 31 dicembre dell'anno di approvazione della modifica statutaria, è riferito ai contributi materialmente versati e non agli anni di contribuzione precedenti a tale data. Questa scelta di subordinare l’applicazione del regime transitorio ad un criterio di cassa anziché di competenza, oltre a non apparire ragionevole rischia di generare delle conseguenze paradossali: per fare un esempio, in tutti i casi di rateizzazione di contributi maturati nel periodo antecedente al fatidico 31 dicembre 1999, ma destinati ad essere riscossi anche negli anni successivi (ad es. fino al 2004), troverebbe applicazione il nuovo regime di restituzione sol perché versati dopo il 31.12.1999 (!). E lo stesso accadrebbe per tutti i contributi oggetto di sgravi provvisori o sospensive e di competenza degli anni precedenti alla delibera del Comitato Nazionale dei Delegati.
E’ evidente quindi, che la delibera debba essere rettificata nella parte relativa al regime transitorio, nel senso che in luogo delle “somme versate entro il 31 dicembre” si dovrà parlare di “contributi maturati”.
* * *
In conclusione, a parere dello scrivente, trattasi di una delibera che oltre che illegittima, è immotivata, irragionevole e quasi certamente foriera anche di responsabilità per i vertici di INARCASSA che dovessero renderla esecutiva.
Per tali ragioni lo scrivente fa istanza a codesto Ministero affinché, nell'esercizio della sua funzione di controllo prevista dall'art. 3 comma 2 D.Ls. n. 509/94, non approvi la delibera de qua.
Con osservanza.
Avellino-Roma lì 24 novembre 1999

Ing. Giuseppe Pisano
Delegato Inarcassa

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Vi terrò informati di ulteriori sviluppi.

BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA


NOTIZIE 6/2000
DELEGATO INARCASSA PROV. DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it

• Rivista Inarcassa n. 4/2000

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• Il periodico Inarcassa, di prossima spedizione a tutti gli iscritti, viene inviato con un lieve anticipo al delegato ed è pervenuto al sottoscritto il 30.12.2000. Poiché la rivista viene, da qualche tempo pubblicata anche sul sito internet di Inarcassa

http://www.inarcassa.it/rivista

sono andato a curiosare ed ho visto comparire il numero in oggetto. Chi ha fretta di leggere il n° 4 può quindi collegarsi in rete e leggere tranquillamente, o scaricare la rivista stessa in formato .pdf ottimo sia per sistemi IBM compatibili che per Machintosh.

Una sbirciata ai contenuti:
- la prima parte riguarda, in sostanza, il bilancio di previsione ed i recenti Comitati dei Delegati, per il cui commento rinvio a precedenti aggiornamenti;
- la parte centrale riguarda la polizza Unipol di cui già si è detto (sia per la polizza sanitaria, la cui adesione è stata prorogata al 15.1.2001, che per quella rischi professionali ;
- la terza parte spazia invece su più argomenti e questa volta è questa che ha attratto maggiormente il mio interesse.
Sto leggendo l’articolo Aggiornamento informatico, di Marco Agliata, articolo che apprezzo molto (come tutti quelli già pubblicati dallo stesso autore).
Quello che non ho affatto gradito è invece lo Spazio aperto, a cura di Mauro di Martino, articolo in genere ben fatto e piacevole, non in questo caso, almeno per il sottoscritto quando ho letto “La voce del dissenso”, intervento dell’Arch. Roberto Rossomanno che di seguito riporto per comodità (pag. 50 della rivista)
“Gradirei che sulla rivista trimestrale fosse pubblicata la voce del dissenso di una minoranza. Ai colleghi architetti pensionati di enti diversi dall’Inarcassa. Nella relazione pubblicata sul n. 4/99 della rivista trimestrale dell’Inarcassa è pubblicata la relazione dell’assemblea svoltasi a Genova l’ottobre scorso (in merito vedasi l’intervento del sottoscritto dell’ottobre 1999 su questo sito) e soltanto ora arrivata agli iscritti. Due punti in particolare interessano quelli come noi pensionati di altri enti, obbligati a subire le condizioni dell’Inarcassa pur essendo nell’impossibilità di maturare una pensione con la stessa Inarcassa. Il primo è “esclusione dall’iscrizione ad Inarcassa ”il secondo è “Modifica alla restituzione dei contributi”, in ambedue i casi l’arroganza dell’Inarcassa non conosce limiti. Nel primo caso il Presidente Conti bontà sua“...non vede la ragione di nutrire animosità nei confronti di colleghi che godono pensione, considerando che –in virtù di leggi che lo consentono – hanno esercitato un diritto”; nel secondo caso si prevede che oltre al pratico azzeramento degli interessi dovuti, la restituzione dei contributi sia gravata di un onere del 10% (5% vedasi in proposito il mio precedente intervento su questo sito, con tanto di ricorso ai Ministeri vigilanti) pari all’onere della spesa di gestione delle pensioni“ perciò ritiene giusto che i contributi siano depurati della spesa che l’ente ha sostenuto per garantire la prestazione previdenziale”. Non basta che sul nostro lavoro sia pagato dai committenti un contributo di solidarietà a professionisti molto più benestanti di noi in virtù di una visione corporativa della professione, non basta che oltre a tali contributi si subisca un prelievo a volte maggiore di quanto si ricava da un’attività svolta marginalmente, con una fiscalità di fronte alla quale l’usura diventa opera di beneficenza, no! Bontà loro, il buon Presidente invita a non provare animosità nei nostri confronti, ma “non ritiene che si debba avviare uno studio su questi argomenti” e i cari colleghi ci restituiranno i contributi svalutati e ridotti, come se oltre alle spese di gestione non avessero prodotto nessun beneficio, non avessero contribuito alla costituzione e alla rendita del loro patrimonio o contributo al loro benessere, tanto il nostro non conta.”
Fin qui l’intervento che sostanzialmente condivido (vedasi le note tra parentesi e con tantissime altre precisazioni che sarebbe impossibile fare in questa sede, e che tenterò soltanto di accennare al termine del mio intervento), e veniamo alla replica del Vice Presidente:

“La restituzione dei contributi prevista dall’art.40 dello Statuto Inarcassa, è un’anomalia nel sistema previdenziale. Pochissime Casse (privatizzate e delle libere professioni) prevedono questo istituto, considerandosi nella generalità i versamenti infruttuosi degli iscritti che non raggiungano i requisiti minimi per l’erogazione di una pensione, un contributo alla gestione dell’ente a copertura di tutti quegli altri interventi previdenziali non coperti da un’adeguata contribuzione (invalidità, inabilità, pensioni ai superstiti, etc.).”

La replica, pur tecnicamente corretta, lascerebbe intendere che non solo la cassa non “taglieggia” i pensionati da altro ente, ma addirittura fa un’opera meritoria in quanto “addirittura in maniera anomala” restituisce “parzialmente” i contributi versati, ma quanto meno la replica è parziale ed incompleta. Le esigenze di sintesi della rivista possono solo parzialmente giustificare la sintetica risposta. Cercherò di attrarre semplicemente l’attenzione su alcuni punti:

- Inarcassa dà la pensione dopo almeno 30 anni di contributi, altri enti (INPS in testa) dopo periodi nettamente inferiori, in genere dieci anni. Credo che l’Arch. Roberto Rossomanno non avrebbe mai scritto la sua missiva se il termine fosse stato di dieci anni. Non crede invece, l’ing. Di Martino, che sarebbe stata “un’anomalia” appropriarsi, ad esempio, di 29 anni di contributi senza dare nulla? Con un reddito annuo, ad esempio, di 50.000.000 all’attuale aliquota del 10% in 29 anni si pagherebbero 145.000.000, sarebbe corretto non restituire nulla? E’ forse corretto restituire il 95%, cioè meno di 138.000.000 interessi a parte?

- Pensioni di invalidità, inabilità, pensioni ai superstiti, etc. vengono date al libero professionista subito dopo la sua iscrizione, ma non vengono date al titolare di altra pensione, proprio perché (fortunato, questo è il termine maggiormente in uso presso il CND) già gode di altra pensione, come se questa fosse stata vinta al lotto e non guadagnata e sudata. Può tale fatto legalizzare, oltre al diniego delle pensioni dette, il taglieggiamento di cui si lamenta l’Arch. Rossomanno e non solo lui?

- Nella gestione Conti, certamente con fini umanitari, ma forse anche con secondi fini (quello appunto di creare una giustificazione al successivo prelievo) vennero messi a disposizione di tutti gli iscritti (anche iscritti ad altre forme di previdenza) 700.000.000 per coloro che subirono danni dal sisma Umbria-Marche del 1997. Certamente 700.000.000 non rappresentano un qualcosa di paragonabile al 5%, basta guardare le cifre del bilancio preventivo in questo numero della rivista.

- Il ricorso presentato dal sottoscritto ai Ministeri Vigilanti (e quello dell’ing. Giuseppe Pisano) non è un caso, e rimando per questo alla mia precedente comunucazione.

Buon anno a tutti.

BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA