NOTIZIE 1/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati
• Prossime riunioni del Comitato Nazionale dei Delegati
• Periodico Inarcassa n. 1/2000
• Varie
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• Elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati
Innanzitutto un grazie a tutti gli iscritti ad Inarcassa della Provincia di
Macerata che mi hanno riconfermato quale Loro Delegato per il prossimo quinquennio,
addirittura senza la necessità di ricorrere al ballottaggio. Mentre scrivo
queste note (13.5) perviene anche la comunicazione ufficiale della rielezione,
rielezione comunque implicita data la convocazione per il C.N.D. di Roma, come
da punto a seguire.
Ritengo importante questa riconferma in quanto i Delegati normalmente si esprimono
al meglio dopo un lungo periodo di rodaggio. Personalmente, pur ritenendo utile
e doveroso un naturale ricambio, ritengo, data la normativa vigente, che il
minimo di attività di un Delegato Inarcassa debba essere di due legislature
(10 anni). Nonostante i reiterati solleciti alle votazioni da parte della segreteria
dell’Ordine, in questa tornata elettorale il quorum per gli ingegneri
di Macerata è stato raggiunto solo alla seconda votazione, meglio comunque
di 5 anni fa quando lo si raggiunse alla terza ed ultima. Nonostante la possibilità
di votare anche per posta ricordo come sia difficoltoso raggiungere il quorum,
tanto che sempre a Macerata gli architetti hanno raggiunto tale quorum solo
alla terza (ed ultima) votazione, e che a livello nazionale si sono avute mancanze
di quorum anche clamorose, come ad esempio per gli ingegneri di Roma che purtroppo
non avranno così il loro rappresentante (il sottoscritto ritiene la cosa
inammissibile).
Prevedo già una dura polemica in quanto il nuovo regolamento elettorale
è stato approvato di recente e purtroppo non è riuscito ad essere
migliorativo rispetto al precedente, anzi, ha mostrato limiti pesantissimi;
non a caso il sottoscritto ha votato quasi sempre contro le modifiche al regolamento
elettorale, esprimendosi in maniera contraria nella votazione finale, ritenendo
il nuovo regolamento peggiorativo, ma la maggioranza è stata di diverso
parere. Voci di corridoio riportavano che il vero motivo del nuovo regolamento
era il cambio al vertice della presidenza, ed il nuovo regolamento, non permettendo
più l’elezione di chi non si era candidato, costringeva all’uscita
allo scoperto in anticipo rispetto alle votazioni. Non sembra un caso che l’attuale
presidente non si sia ricandidato.
A proposito dell’elezione del Delegato ingegnere di Roma, il Delegato
uscente, ing. Croce, paventando tale eventualità, inviava per posta elettronica
la missiva seguente (per brevità riporto solo i passi essenziali)
“Caro collega,
ti trasmetto in allegato una lettera che ti prego di esaminare e, se la riterrai
giusta, ti prego di inoltrare il fac-simile al Consiglio di Amministrazione
INARCASSA.
Ti sarei grato di conoscere le tue osservazioni.
Cordiali saluti
Aristide Croce
C a r o c o l l e g a ,
n e l l e t r e t o r n a t e e l e t t o r a l i p a s s a t e , p e r l a
n o m i n a d e l d e l e g a t o i n g e g n e r e d i R o m a , h a n n o
v o t a t o , d i r e t t a m e n t e e c o n r a c c o m a n d a t e p e r
v e n u t e e n t r o i l 2 3 c . m . , 6 8 6 i n g e g n e r i , c o n t r
o 2 2 1 8 a v e n t i diritto di voto; pertanto, per 32 voti, non è stato
raggiunto il quorum.
Il Presidente del seggio elettorale di Roma non ha ritenuto valido accettare
i non pochi voti inviati a mezzo posta prioritaria.
Ti faccio presente che la superficie della Provincia di Roma, equivale a quella
della Regione Lombardia; quindi, senza volere giustificazioni di sorta, pongo
il problema della rappresentatività alla Tua cortese attenzione: detto
problema potrebbe essere risolto dando l'autorizzazione al Presidente del seggio
elettorale di accettare le raccomandate che perverranno ai seggi fino alla data
prevista per lo spoglio delle schede.
Tale proposta verrebbe attuata, senza aggravi di costo e di tempo.
Ovviamente la proposta in esame dovrebbe valere per tutte quelle province nelle quali non è stato ottenuto il quorum ovvero per gli ingegneri delle Province di Roma e Salerno e per gli architetti della Provincia di Grosseto.
Pertanto propongo il tuo appoggio all'istanza che ti trasmetto in allegato e che dovresti inviare immediatamente, qualora tu lo ritenga giusto, alla sede INARCASSA per il Consiglio di Amministrazione, che si dovrà tenere il 31 marzo p.v., cioè fra pochi giorni.
Ti preciso che tutti i colleghi delegati uscenti che ho avuto modo di contattare, mi hanno dato la loro adesione.
La suddetta decisione, che dovrebbe essere assunta dal Consiglio di Amministrazione,
verrebbe ratificata dal successivo ed ultimo Comitato Nazionale dei Delegati
uscenti.
Tale proposta, ripeto, sarebbe ininfluente dal punto di vista economico e non
allungherebbe i tempi tecnici per la nomina del nuovo C.N.D.
Ti chiedo, pertanto, di presentare l'istanza che ti predispongo in allegato.
Confidando nella Tua comprensione e collaborazione, Ti ringrazio e Ti invio
cordiali saluti.
Aristide Croce”
Riporto quindi la missiva da me inviata
“Caro Aristide,
come da Tuo messaggio ho provveduto ad inviare il fax consigliatomi al Presidente
del C. d. A.
Mi permetto di fornirti qualche ulteriore indirizzo di posta elettronica che
non figura nel Tuo elenco qualora volessi inviare anche a tali nominativi la
Tua del 25.3. ...............”
ed il fax inviato
“AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI INARCASSA
e p.c. AI CONSIGLIERI
OGGETTO: ELEZIONI DELEGATI INARCASSA
URGENTE
CON LA PRESENTE LO SCRIVENTE BRODOLINI MARIO-FRANCESCO DELEGATO ING. DELLA
PROVINCIA DI MACERATA, AL FINE DI AVERE UNA PIÙ COMPLETA RAPPRESENTATIVITÀ
DELLE PROVINCE ITALIANE NEL C.N.D. INARCASSA, CHIEDE CHE VENGANO ACCETTATE COME
VALIDE, PER LE VOTAZIONI DEI DELEGATI, ANCHE LE SCHEDE PERVENUTE AI SEGGI FINO
ALLA DATA PREVISTA PER LO SPOGLIO DELLE SCHEDE ELETTORALI.
TALE DELIBERAZIONE VIENE ASSUNTA PER TUTTE QUELLE PROVINCE NELLE QUALI NON E’
STATO RAGGIUNTO IL QUORUM E PER LE CATEGORIE PROFESSIONALI INTERESSATE.
27 MARZO 2000
ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO”
A tutt’oggi, pur essendo disponibile presso Inarcassa l’elenco dei nuovi delegati, il sito di Inarcassa http//www.inarcassa.it, sempre interessante ed aggiornato, non riporta tale elenco
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• Prossime riunioni del Comitato Nazionale dei Delegati
In data 2,e 3 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà
ad Udine.
In data 15,e 16 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà
a Roma.
Al sottoscritto sino ad oggi (stranamente) non è pervenuto l’Ordine
del giorno di nessuno delle due riunioni del C.N.D. ma è abbastanza chiaro
che
- essendo il Presidente uscente l’ing. Marcello Conti (che non si ricandida
come già detto) dell’Ordine di Udine, detto C.N.D. convocato proprio
ad Udine porgerà il suo saluto all’ing. Conti che per 25 anni (ed
anche in barba all’art. 29 della Legge 3.1.1981 n. 6) ha retto con polso
le redini di Inarcassa
- la vicinanza delle due riunioni (pardon “adunanze” termine ufficiale
poco gradito ai più) fa ritenere che la prima sia propedeutica per la
seconda.
- il C.N.D. convocato a Roma avrà il compito di rinnovare gli organi
elettivi di Inarcassa mediante votazioni del nuovo C.N.D.
Sarà mia cura riferire su quanto di interessante avverrà.
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• Periodico Inarcassa n. 1/2000
Il periodico Inarcassa, di prossima spedizione a tutti gli iscritti, viene
inviato con un lieve anticipo al delegato ed è pervenuto al sottoscritto
il 10.5.200.
Ritengo tale numero molto interessante quindi invito ad una attenta lettura,
in particolare
- a pag 16 i risultati delle votazioni, che completano quanto detto al punto
primo (attenzione a qualche errore nel calcolo delle percentuali, ad esempio
% di votanti architetti di Ancona)
- a pag 18 la modifica al sistema di riscossione dei contributi e lo scadenzario
a pag. 24
- a pag 21 la polizza Unipol
- a pag 23 pronto Inarcassa? Sarà sul serio la volta buona che si possa
dialogare con Inarcassa? L’efficienza del nuovo direttore generale (Paolo
Caron) in genere è una garanzia e, per chi legge l’articolo, dovrebbe
essere garantita una corretta informazione nel giro di due o tre giorni
- a pag 25 il calcolo della pensione, con esempi anche pratici; finalmente gli
interessati potranno calcolarsi da soli la pensione in maniera semplice, il
tutto completato a pag 37 anche con il modello di domanda
- a pag 32 mutui agli iscritti, con a pag 44 anche con il modello di domanda.
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• Varie
Oggi 13.5 è pervenuto al sottoscritto il modello DICH/99 per la dichiarazione
annuale dei redditi e dei volumi d’affari dell’anno precedente.
Si rammenta che tale comunicazione è sempre obbligatoria (anche in caso
di redditi nulli o negativi) e che il mancato invio comporta l’inasprimento
di eventuali sanzioni pecuniarie.
La scadenza è prevista al 31/8/2000 (finalmente alla fine del mese successivo
alla scadenza alla dichiarazione dei redditi e non più 30 giorni dopo).
Visto il nuovo sistema di riscossione che prevede l’emissione del bollettino
precompilato da Inarcassa anche per gli importi da versare è importante
la tempestività per consentire ad Inarcassa le operazioni ed evitare
così di dover compilare il bollettino da sé (nel caso non pervenisse
il bollettino prestampato).
Ad una prima lettura le istruzioni sembrano chiare, comunque per chiarimenti
il sottoscritto è sempre disponibile, e questa volta dovrebbe anche essere
disponibile il telefono di Inarcassa, come illustrato nella rivista 1/2000 che
a breve dovrebbe pervenire a tutti gli iscritti (pag. 23).
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 2/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000
• Periodico Inarcassa n. 2/2000
• Varie
• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000
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• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000
Come promesso circa un mese fa (13.5.2000), aggiorno quanti hanno la volontà di seguirmi, su quanto sta accadendo alle riunioni di Inarcassa, cercando di evidenziare anche le situazioni di contorno.
Come anticipato, il Comitato Nazionale dei Delegati (CND) del 2.6.2000 si è
svolto ad Udine e, come da previsione, si è trattato di una riunione
di saluto all’ing. Conti che per circa 25 anni è stato parte attiva
di Inarcassa fino ad esserne presidente a perdita della mia memoria (almeno
per gli ultimi 15 anni). Saluto anche al Comitato Nazionale dei Delegati uscente
(o meglio a coloro che, per i motivi più disparati, non sono più
presenti nel CND in carica per il prossimo quinquennio).
In tale data infatti (2.6) era già nota la composizione del nuovo Comitato
(si rimanda alla voce • Periodico Inarcassa n. 2/2000 per la composizione
dettagliata) ed erano presenti molti dei delegati uscenti. A parte coloro che
non si sono ricandidati (come ad esempio il Presidente Marcello Conti, che le
voci dei soliti “informati” danno come nuovo “pezzo da novanta”
nel Sindacato Nazionale degli Ingegneri Liberi Professionisti - SNILPI) si sono
avute varie ed importanti sorprese, tutte con la costante di riferirsi alle
elezioni, alle loro modalità, ed alle manovre elettorali di contorno.
Gli esempi più eclatanti:
Roma non ha il suo delegato ingegnere per non aver raggiunto il quorum nelle
votazioni, nonostante le tre tornate elettorali ad accumulo di voti. Il delegato
uscente, ing. Aristide Croce, rivolge pesanti critiche al nuovo regolamento
elettorale (ed a ragione a parere del sottoscritto, vedansi le precedenti comunicazioni)
e rincara la dose riferendo al sottoscritto di aver personalmente impegnato
decine di milioni (avete letto bene) per la campagna elettorale.
Inarcassa, come saprete, ha un notevole peso economico, ed ormai anche politico.
La forza economica è facilmente indicata dai numeri, ad esempio il bilancio
consuntivo anno 1999, approvato proprio nella riunione di Udine, indica un patrimonio
netto di Inarcassa di oltre 3.300 miliardi (avete sempre letto bene, derivando
tale somma da attività per oltre 3.300 miliardi - in cifre £ 3.375.623.875.419
- e passività per oltre 85 miliardi). Per chi vuole saperne di più
si rimanda al numero 2/2000 di Inarcassa (appena pervenuto o che sta per arrivare)
e, per chi vuole sapere tutto, conservo i bilanci completi consuntivi, preventivi
etc. degli ultimi cinque anni. Il peso politico è evidente se si considera
che per queste elezioni i vari sindacati (SNILPI sopracitato, FederArchitetti
etc.) si sono mobilitati, con manovre politiche anche pesanti ed al limite della
correttezza, per sostituire i delegati uscenti sindacalmente non impegnati,
con altri ovviamente attivi sindacalmente. Macerata, come peraltro altre Province
“minori”, ancora non risente di tali manovre, ma di certo il fenomeno
della politicizzazione, limitato un tempo ai maggiori centri, sta diffondendosi
anche ai centri minori.
Il presidente ha ringraziato il CND uscente con una cena presso la villa Colloredo
(a Mels ad una quarantina di km da Udine) allietata da un complesso Jazzistico
inedito (alla tromba solista il validissimo, anche musicalmente, Marcello Conti).
Alla riunione vera e propria, dopo l’approvazione del bilancio, positivo
oltre le previsioni, campagna elettorale a tutto campo (ed anche fuori campo
nel senso letterale della parola - parco all’interno dell’Ente Fiera
di Udine) con la presentazione dei candidati al prossimo Consiglio di Amministrazione
(CDA), capigruppo presentatisi nelle persone di Arch. Paola Muratorio (Imperia)
vice presidente uscente, Arch. Riccardo Dotti (Roma), Ing. Antonello Sajeva
(Palermo) e, quale indipendente, ing. Palazzolo Domenico (Padova). I delegati
delle Marche ed anche altri delle regioni limitrofe, da sempre relegati al ruolo
principale di spettatori, pur rendendosi conto del loro esiguo numero (in termini
di voti circa 35 su un totale di oltre 700, meno del 5%) decidono che non è
più realistico agire singolarmente, anche se con il buon senso, ma che
è ormai ora di formare un mini gruppo, al fine di avere un qualche peso,
pur se minimo. La campagna elettorale proseguirà anche dopo Udine (fax,
telefoni e posta prioritaria per la gioia di Telecom, Tim, Omnitel, Wind, Poste
etc.)
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• Periodico Inarcassa n. 2/2000
Il periodico Inarcassa, al solito inviato in anticipo al Delegato ed è
pervenuto al sottoscritto il 12.6.2000.
Tale numero, a giudizio di molti Delegati (non del sottoscritto che, salvo prova
contraria, ritiene sempre tutti in buona fede), può considerarsi un numero
“da campagna elettorale”.
Alcuni delegati hanno attirato (prima delle votazioni) la mia attenzione, ad
esempio, su il “saluto ai nuovi Delegati” pag. 9 articolo a cura
di Mauro di Martino, sulle pagine 10-11 e seguenti (articolo di Mauro di Martino
intitolato a Marcello conti, foto a colori con entrambi ed il Vice Presidente
Muratorio), gli articoli di Guido Tassoni, Guido Colombo, Andrea Tomasi; Nunzio
Bellassai, ancora Mauro di Martino, Giuseppe Berizzi, Matteo De Marino (non
cito le pagine ma sono tante), articoli tutti di persone in lista con L’arch.
Muratorio o dichiaramente shierate con la stessa.
Personalmente preferisco attirare l’attenzione sugli articoli tecnici
del bilancio consuntivo, sul conto economico, gli iscritti e le dinamiche reddituali,
la gestione previdenziale e contributiva, gli investimenti e la gestione delle
risorse etc. (in sintesi da pag. 14 a pag 29) ed alle solite pagine “gialle”
al centro della rivista, sempre utili nella loro sinteticità.
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• Varie
Il giorno 9.6.2000 presso l’Auditorium della Banca di Roma si è
svolto il convegno dibattito organizzato dall’Adepp sul tema “Un
moderno sistema di Previdenza Privata”.
Inarcassa fa parte dell’Adepp (Associazione degli Enti di Previdenza Privati),
quindi gli Interessi di Inarcassa verso tale associazione sono notevoli. I delegati
di Inarcassa potevano intervenire a detto convegno dibattito, ma i numerosi
impegni del sottoscritto non lo hanno consentito. Una sintesi di tale convegno
è stata riportata su “Il sole 24 ore” del 10 giugno. In ogni
caso I presidente Uscente ing. Conti ha riferito di tale convegno dibattito,
ove sinteticamente si è cercato di attirare l’attenzione del Governo
circa l’ingiustizia fiscale cui i fruitori delle Casse Privati sono sottoposti.
Infatti gli utili delle Casse derivanti dalla gestione dei loro patrimoni sono
tassati dallo Stato, e le Casse possono restituire poi agli iscritti, sotto
forma di prestazioni (ad esempio pensioni) un patrimonio in parte già
tassato e, nonostante ciò, esso è ulteriormente soggetto al prelievo
fiscale, contrariamente ad esempio, dei dividendi delle Società che sono
al netto di ulteriori prelievi fiscali. Tra gli obiettivi dall’Adepp e
di Inarcassa è quello di eliminare questa odiosa doppia tassazione per
di più rivolta a soggetti generalmente deboli.
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• Comitato Nazionale dei Delegati del 2.6.2000
In data 2 e 3 giugno 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si è riunito
a Roma.
Al termine della campagna elettorale accennata al punto primo, i delegati delle
Marche ed anche altri delle regioni limitrofe avevano optato per l’appoggio
alla lista Muratorio sia per la validità dell’arch.
Muratorio in persona che del suo entourage e, allo scopo di consolidare tale
adesione, la sera del giorno antecedente le elezioni avevano un colloquio con
il gruppo Muratorio (si erano comunque avuti ampi contati anche con il gruppo
Dotti e con il gruppo Sajeva, mentre l’ing. Palazzolo aveva ritirato la
sua candidatura).
Una serie di fattori portavano però a delle divergenze di vedute: l’inserimento
del gruppo come parte attiva era stabilito nella candidatura di un solo componente
-l’arch. D’Errico di Pesaro- come membro supplente Revisore dei
Conti, con misere prospettive sia per il presente -elezione tutt’altro
che scontata- che per il futuro - quale ad esempio la proposta per l’anno
2005, sempre per l’arch. D’Errico quale Revisore dei Conti). L’arch.
D’Errico, considerando la sua età, ritirava la sua candidatura
onde si era al bivio se appoggiare egualmente il gruppo Muratorio o cambiare
alleanze, con prospettive forse ancora peggiori. Trattative notturne con gli
altri gruppi portavano all’accordo per l’inserimento, quale Consigliere
effettivo nel Consiglio di Amministrazione, dell’ing. Paolo Nespeca (Ascoli
Piceno) nella lista Sajeva, inserimento con modestissime (per non dire nulle)
probabilità di elezione dato che si prevedeva un “quorum”
di almeno 250 voti e la lista poteva contarne 270-280, ma almeno per la prima
volta un delegato delle Marche ha tentato una “scalata”. Ecco la
composizione della lista, con persone tutte valide, come d’altronde anche
per la lista Dotti:
SAJEVA Antonello PALERMO (ingegnere)
BASSO Francesco FERRARA (ingegnere)
BATTAGLINI Paolo PERUGIA (ingegnere)
GARLATI Luisella COMO (ingegnere)
NESPECA Paolo ASCOLI PICENO (ingegnere)
CIARDULLO Clotilde Maria BOLOGNA (architetto)
DEL FABBRO Clara UDINE (architetto)
DEL GIACOMO Leonardo AVELLINO (architetto)
GHINI Nicola FIRENZE (architetto)
GIORDANO Grazia SALERNO (architetto)
TRISCIUOGLIO Pompeo TORINO (architetto)
Le elezioni hanno purtroppo confermato le previsioni con la lista Muratorio,
chiaramente più attrezzata (con tanto di foto a colori dei componenti
nella lista da questi “pubblicata”) ampiamente vincitrice (8/11
del Consiglio di Amministrazione) e con il solo contenimento al minimo dei danni
della lista Dotti (3/11 del Consiglio di Amministrazione), per la totale esclusione
della lista Sajeva cui ci si era abbinati (nonostante i “quorum”
mantenuto occorrevano ancora 25-30 voti per i primi inserimenti, non molti ma
comunque la sconfitta è netta). La speranza ora è di avere un
riscatto parziale quando, verso fine anno presumibilmente, si voterà
per i componenti dei comitati ristretti, ma le speranze, da quanto detto, non
sono buone. In ogni caso anche un risultato di zero assoluto sarebbe in linea
con i precedenti, per cui non si ha nulla da perdere.
Se ritrovo e riesco a leggere correttamente un foglietto annotato al volo, a
tarda notte, all’uscita dei risultati elettorali eccoli:
Votazioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione (M indica candidati
della lista Muratorio, D candidati della lista Dotti)
1 DI MARTINO Mauro CAGLIARI voti 442 M
2 MURATORIO Paola IMPERIA voti 357 M
3 DOTTI Riccardo ROMA voti 357 D
4 FORLEO Maurizio PISTOIA voti 351 M
5 BERIZZI Giuseppe BERGAMO voti 335 M
6 TASSONI Guido REGGIO EMILIA voti 329 M
7 TOMASI Andrea TRENTO voti 323 M
8 FIUME Andrea BARI voti 313 D
9 ORIELLA Enrico VICENZA voti 311 M
10 D'ONOFRIO Massimo CASERTA voti 309 D
11 COLOMBO Guido VARESE voti 299 M
un augurio di buon lavoro al nuovo C.D.A.
Il giorno seguente votazione per i Revisori dei Conti. Non avendo candidati, mantenendo fede, nonostante le vicende non favorevoli, agli accordi presi il voto “Marche” è andato a:
Revisori dei Conti effettivi
FAILLA Francesco RAGUSA (ingegnere)
BORGHI Carlo TRIESTE (architetto)
Revisori dei Conti supplenti
ALESSI Totuccio CALTANISSETTA (ingegnere)
GALIOTTO Adriano VICENZA (architetto)
dato il protrarsi delle operazioni di scrutinio, lo scarso interesse a tale
votazione e, come detto, anche le scarse prospettive di successo, non ho seguito
lo spogli e riferirò dei risultati alla prossima occasione. Per la cronaca
i favori del pronostico andavano ai candidati della lista Muratorio:
DE MARINO Matteo NAPOLI (ingegnere)
RUDELLA Enrico CUNEO (architetto)
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 2/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Comitato Nazionale dei Delegati del 6.10.2000
• Periodico Inarcassa n. 3/2000
• Recenti comunicazioni di Inarcassa
• Varie
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• Comitato Nazionale dei Delegati del 6.10.2000
Continuo ad aggiornare quanti hanno la volontà di seguirmi, su quanto sta accadendo alle riunioni di Inarcassa, cercando di far meglio comprendere il modo di operare di Inarcassa ed il suo evolversi nel tempo.
Il Comitato Nazionale dei Delegati (CND) del 6.10.2000 si è svolto a
Santa Margherita di Pula (CA), e si è trattato della prima riunione indetta
dal nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA) (si rimanda alla voce • Periodico
Inarcassa n. 3/2000 per quanto riguarda il nuovo CDA) utile per vedere le nuove
linee di indirizzo.
Il sottoscritto ha avuto la chiara sensazione che:
- si vuole far crescere il livello culturale del CND al fine di prendere in
futuro decisioni più consapevoli
- il nuovo CDA intende monopolizzare la gestione di Inarcassa
Infatti i giorni di riunione in pratica sono stati tre anziché uno come risulta ufficialmente, in quanto nei tre giorni i Delegati sono in pratica andati a lezione di patrimonio mobiliare ed immobiliare, “asset allocation”, gestione del patrimonio mobiliare, strumenti per la misurazione del rischio nella gestione del patrimonio, mercati azionari, fondi comuni di investimento, mercati obbligazionari, rischio di cambio ed anche “assets immobiliari” dividendi, “capital gain”, “trading immobiliare”, “project financing”, progetti di riqualificazione, ricerca di opportunità nel mercato, “higt and best use” e potrei continuare con una serie di termini italiani e non, ma corro il rischio di annoiarvi (non certo quanto mi sono annoiato io che ha un fatto personale con i termini inglesi non traducibili). Il tutto propedeutico per in nuovi indirizzi di Inarcassa che, sinteticamente ha deciso di aumentare il livello di rischio dei suoi investimenti (rischio sempre controllato) al fine di ottenere maggiori utili.
In effetti poi questi maggiori utili vengono per lo più divorati dallo Stati Italiano che riesce a tassarsi doppiamente, dapprima tassando gli utili di Inarcassa, poi tassando le pensioni ai percettori. Inarcassa sta studiando tutte le eventuali possibilità di eliminare o ridurre questa doppia tassazione che in realtà è uno dei maggiori limiti dell’effettiva redditività del patrimonio.
Non sono mancate lezioni di analisi attuariale, scenari previdenziali e loro evoluzione, sistemi a capitalizzazione, a ripartizione, metodi contributivi, retributivi, misti etc.
Sono state anche distribuite delle dispense, tutte redatte da relatori di altissimo livello, dispense che conservo e posso fornire in copia a chi desiderasse approfondire gli argomenti
Per il secondo punto il CDA aveva proposto una elezione subdola di un Comitato Ristretto Statuto (CRS) per un singolo problema, ma il CND ha capito la manovra ed ha subito bocciato tale proposta in quanto era evidente che tale CRS sarebbe poi rimasto in vita per futuri e più importanti problemi.
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• Periodico Inarcassa n. 3/2000
Il periodico Inarcassa, al solito inviato in anticipo al Delegato ed è
pervenuto al sottoscritto il 28.10.2000.
Tale numero, prosegue un pò la campagna elettorale ampiamente vinta dalla
lista Muratorio, tanto che nelle prime pagine sono pubblicati i “curricula”
dei componenti il nuovo CDA con tanto di foto a colori.
Avevo promesso un aggiornamento dei risultati elettorali ma il farlo è
divenuto inutile data la pubblicazione del CDA sulla rivista. Faccio solo notare
come, almeno per il Collegio dei Revisori dei conti, sia stato eletto il candidato
sostenuto dal nostro schieramento (“Marche” etc. vedasi precedente
comunicazione) nella persona dell’Arch. Carlo Borghi.
Per completezza delle votazioni riporto i risultati
Revisori dei Conti effettivi
RUDELLA Enrico CUNEO (architetto) voti 370
BORGHI Carlo TRIESTE (architetto) voti 362
Revisori dei Conti supplenti
LICCIARDELLO Antonio CATANIA (architetto) voti 381
VALENTINI Giuseppe GORIZIA (ingegnere) voti 361
Si prosegue a pag. 32 con la foto di tutti i componenti la nuova Commissione
di Congruità.
In proposito il sottoscritto (e penso la grande maggioranza dei componenti in
CND) avrebbe gradito una composizione che, pur rispettando il prevalere della
maggioranza, avesse tenuto più conto anche degli altri schieramenti che
in pratica sono stati esclusi.
D’altra parte la medesima cosa è successa per il comitato di redazione
della rivista, a conferma di quanto esposto al punto precedente.
Per i più giovani consiglio la lettura di Inarcassa in breve (pagine da 18 a 22), articolo utile per meglio comprendere il funzionamento della Cassa.
Consiglio a tutti la lettura di Previdenza on line (pagine 30-31) e soprattutto
consiglio di visitare il sito internet di Inarcassa, completamente rinnovato
e migliorato notevolmente e con indirizzo
http//www.inarcassa.it
a pagina 31 è anche illustrato il nuovo servizio di e-mail
informazioni@ inarcassa.it
Inarcassa ha messo a disposizione dei Delegati anche un numero verde (riservati
ai Delegati) e vari indirizzi di posta elettronica per informazioni sulle posizioni
di ingegneri ed architetti (indirizzi riservati ai Delegati) per cui chi è
interessato deve rivolgersi al sottoscritto
Brodolini Mario-Francesco
tel-fax-segreteria 071981237
cellulare 0337631043
e-mail m.brodolini@fastnet.it
Al solito consiglio a tutti la lettura e la conservazione della rivista perché spesso è di una utilità insospettata.
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• Varie
Attenzione alle scadenze!!!
Inarcassa, con lettera del 19.1.2000 ha comunicati ai Delegati di aver inviato, per ritardi o omissioni di pagamenti di contributi e per infedele o mancata comunicazione dei dati reddituali ben 14.756 sanzioni amministrative (soprattutto relative agli anni 1996 e 1997 ed anche relative ai riscontri con i dati dell’anagrafe tributaria che sinora sono stati forniti fino al 1994).
Successivamente, con altra lettera del 27.10.2000 ha comunicati ai Delegati di essere in procinto di inviare, per ritardi o omissioni dei versamenti della 2° rata dei contributi minimi circa 10.000 lettere di sollecito per pagamenti che non risultano effettuati (in previsione quindi circa 10.000 ulteriori sanzioni amministrative, a meno che il nuovo sistema di riscossione non abbia fatto paurosamente cilecca).
Attenzione quindi a tutte le comunicazioni di Inarcassa che, nell’intento
di ridurre le “dimenticanze” si è impegnata a fornire sempre
almeno due avvisi delle scadenze importanti. Ad esempio a tutti gli iscritti
(che sono tenuti) è stata spedita la lettera con il calcolo del conguaglio
1999 del contributo soggettivo ed integrativo con scadenza 31.12.2000 (ed è
il primo avviso), il secondo, con il necessario M.AV. per il pagamento giungerà
in tempo utile (secondo avviso). In caso di errori riscontrati sono indicate
le modalità di comunicazione. Nel caso in cui la lettera con il calcolo
non sia pervenuta inviare alla Cassa
o un fax al n. 0685274533 oppure al n. 0685274211
o e-mail a iscrizioni@ inarcassa.it
indicando come soggetto “Conguaglio 1999” ed il numero di matricola
nel caso in cui non si ricevesse in tempo il necessario M.AV. si potrà
scaricare dal sito internet
http//www.inarcassa.it
alla voce “news” il modulo disponibile da compilare poi con i dati
già comunicati in maniera simile al precedente modulo M.AV. con cui sono
stati effettuati i precedenti pagamenti.
=============================================================
• Varie
• Comitato Nazionale dei Delegati del 28/29.11.2000
In data 28 e 29 novembre 2000 il Comitato Nazionale dei Delegati si riunirà a Roma. Data la vicinanza con la sede di Inarcassa è un’ottima occasione per comunicare ed avere dati dalla stessa.
Chi avesse problemi con Inarcassa è pregato di contattare il sottoscritto
quanto prima e comunque non oltre il 26.11 cosi da poter predisporre tutto per
il 28.11 nella speranza di avere risposta per il 29.11
•
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 3/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Inarcassa rincara la dose
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Pochi giorni fa nell’aggiornare lo spazio riservato al delegato Inarcassa
scrivevo:
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
• Varie
• Recenti comunicazioni di Inarcassa
Attenzione alle scadenze!!!
Inarcassa, con lettera del 19.1.2000 ha comunicati ai Delegati di aver inviato, per ritardi o omissioni di pagamenti di contributi e per infedele o mancata comunicazione dei dati reddituali ben 14.756 sanzioni amministrative (soprattutto relative agli anni 1996 e 1997 ed anche relative ai riscontri con i dati dell’anagrafe tributaria che sinora sono stati forniti fino al 1994).
Successivamente, con altra lettera del 27.10.2000 ha comunicati ai Delegati di essere in procinto di inviare, per ritardi o omissioni dei versamenti della 2° rata dei contributi minimi circa 10.000 lettere di sollecito per pagamenti che non risultano effettuati (in previsione quindi circa 10.000 ulteriori sanzioni amministrative, a meno che il nuovo sistema di riscossione non abbia fatto paurosamente cilecca).
Attenzione quindi a tutte le comunicazioni di Inarcassa che, nell’intento
di ridurre le “dimenticanze” si è impegnata a fornire sempre
almeno due avvisi delle scadenze importanti. Ad esempio a tutti gli iscritti
(che sono tenuti) è stata spedita la lettera con il calcolo del conguaglio
1999 del contributo soggettivo ed integrativo con scadenza 31.12.2000 (ed è
il primo avviso), il secondo, con il necessario M.AV. per il pagamento giungerà
in tempo utile (secondo avviso). In caso di errori riscontrati sono indicate
le modalità di comunicazione. Nel caso in cui la lettera con il calcolo
non sia pervenuta inviare alla Cassa
o un fax al n. 0685274533 oppure al n. 0685274211
o e-mail a iscrizioni@ inarcassa.it
indicando come soggetto “Conguaglio 1999” ed il numero di matricola
nel caso in cui non si ricevesse in tempo il necessario M.AV. si potrà
scaricare dal sito internet
http//www.inarcassa.it
alla voce “news” il modulo disponibile da compilare poi con i dati
già comunicati in maniera simile al precedente modulo M.AV. con cui sono
stati effettuati i precedenti pagamenti.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Debbo aggiungere che in data 11.11.2000 è pervenuta ai Delegati una
ulteriore comunicazione che riporto per la parte di interesse:
“ Roma, 9/11/00 .... Oggetto: recupero crediti contributivi degli iscritti
riferiti al 1998 e precedenti
Per opportuna conoscenza, Vi informiano che nell'ambito del processo di esame
delle posizioni degli iscritti ai fini della loro regolarizzazione contributiva,
stiamo inviando in questi giorni circa 23.000 lettere che riportano il dettaglio
degli anni, delle causali e delle cifre di riferimento per le somme dovute ad
Inarcassa. Queste notifiche riguardano circa 4.000 posizioni riscontrate sui
dati forniti a Inarcassa dall' Anagrafe Tributaria, circa 17.000 provvedimenti
riferiti all'anno 1998 (di cui quasi la metà sono omissioni di pagamento
del Conguaglio) e altri 2.000 nuovi accertamenti. Il pagamento deve essere effettuato
dai professionisti entro il 30/11/2000 mediante l'apposito bollettino M.AV.
che il nostro Tesoriere provvederà ad inviare loro. Nel caso di smarrimento
o mancato recapito del M.AV., devono rivolgersi esclusivamente alla Banca Popolare
di Sondrio al numero verde 800248464.
Se invece gli iscritti desiderano comunicare con noi, possono inviare un fax
al numero 06.85274211 oppure un messaggio e-mail all'indirizzo di posta elettronica
amministrazione@inarcassa.it, indicando come oggetto "recupero crediti
contributivi" e il proprio numero di matricola. .......”
Ritengo inutile qualsiasi commento.
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 4/2000
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Inarcassa differisce alcuni termini di scadenza
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Pochi giorni fa aggiornavo lo spazio riservato al delegato Inarcassa ma sono
costretto a riprendere carta e penna elettronica.
Rinviando agli aggiornamenti precedenti per seguire il filo del discorso, data
l’urgenza la cosa più semplice che posso fare e riportare i principali
passi della lettera di Inarcassa pervenutami il 22.11.2000
• DIREZIONE GENERALE
Segreteria
Roma, 21 novembre 2000
Oggetto: sanzioni e richiesta pagamenti in scadenza 30.11.2000.
Con la delibera del Comitato Nazionale dei Delegati del dicembre 1997 si approvò,
con l'adeguamento dell'aliquota contributiva, anche l'indirizzo volto a produrre
ogni sforzo della struttura per:
-perseguire l'evasione totale;
-individuare e perseguire le omissioni e le infedeli dichiarazioni;
-regolarizzare le posizioni contributive degli iscritti.
In base a questo impegno programmatico la struttura, fin da tale data, ha messo
a punto un programma pluriennale avente i seguenti obiettivi:
-analizzare le condizioni di iscrivibilità di tutti quei professionisti
non iscritti controllando l'iscrizione agli Albi e la partita IVA fornita dall'Anagrafe
Tributaria;
-verificare con l'ausilio dell'Anagrafe Tributaria le dichiarazioni IRPEF e
IVA (per i periodi 1987- 1994);
-eliminare tutte le anomalie presenti nelle posizioni previdenziali fino al
1997;
-elaborare un progetto per la riscossione diretta;
g-arantire per il futuro un continuo monitoraggio nei rapporti con gli iscritti
rispetto alla correttezza delle posizioni previdenziali degli stessi.
Fino ad oggi sono state individuate le seguenti casistiche e ottenuti i seguenti
risultati:
Base di partenza Posizioni definite Posizioni da definire
condizioni di iscrivibilità 4.000 1.000 3.000
mancate dichiarazioni 15.000 3.700 11.300
dichiarazioni infedeli 3.000 1.000 2.000
posizioni con saldi positivi 6.400 2.000 4.400
buoni di scarico su mancati pagamenti esattoriali 21.000 2 1000
altre posizioni non corrette 132.000 54.000 78.000
TOTALE 181.400 61.700 119.700
N.B.: Vi rammento che stiamo grosso modo analizzando 181.400 posizioni su circa
7 milioni di posizioni degli ultimi 20 anni, pari al 2,7% del totale
Allo scopo di accelerare il processo di normalizzazione abbiamo tentato, inviando
gli estratti conto, di costruire con i nostri iscritti un rapporto di interazione
necessario per superare dette anomalie. Il risultato, purtroppo, è stato
marginale a causa dell'inerzia di molti iscritti.
2^ Fase del progetto
Siamo quindi passati ad una seconda fase del progetto di normalizzazione. Non
dimentichiamo che non operiamo in una visione statica delle posizioni degli
iscritti. Ogni anno, infatti, si aggiungono nuovi elementi che determinano nuove
situazioni quali ad esempio:
-interruzione dei termini di prescrizione a seguito delle informazioni pervenute
dagli iscritti (autocertificazioni reddituali);
-aggiornamento posizioni Anagrafe Tributaria (attualmente ferme al 1994);
-aggiornamento posizioni IVA (oggi ci pervengono informazioni fino al mese precedente);
-inserimento nuove iscrizioni retroattive;
-nuove richieste di contributi (1996-97-98) rispetto alla base di partenza.
La seconda fase ha lanciato le due iniziative, di cui il dettaglio in allegato,
relative rispettivamente alle:
Sanzioni e recupero crediti (tabelle allegate)
Nel frattempo, la cosa che più ci preoccupa è il fenomeno che
si sta evidenziando con le nuove modalità di riscossione diretta dei
contributi dove abbiamo già accumulato inadempimenti pari a circa 38.500
posizioni così dettagliate:
-15.000 posizioni per ritardato pagamento 1^ rata 2000 contributi minimi (di
cui 7 000 non ancora pagati); .
-12.000 posizioni per ritardato pagamento 2^ rata 2000 contributi minimi (di
cui 9.000 non ancora pagati);
-11.500 posizioni per ritardata dichiarazione (di cui 6.000 non ancora pervenute).
Conclusioni
Di fronte all'insorgere di nuove problematiche è gioco forza accelerare
l'attività sul pregresso e prendere purtroppo atto che esistono situazioni
patologiche che stimiamo non superino a regime comunque il 10% dei nostri iscritti
ma che dobbiamo evitare che si cumulino nel tempo.
Iniziative per diluire gli impegni finanziari degli iscritti inadempienti rimetto
alla scadenza del 30/11.
Le istanze finora pervenuteci sono tutte volte a richiedere un ammortizzatore
finanziario.
Le soluzioni adottate, che Vi preghiamo di segnalare a chi ve ne faccia richiesta,
sono:
a) riconoscere assolutamente perentorie le scadenze relative ai contributi (30/6
- 30/9 - 31/12);
b) disporre la sospensione dei termini del 30/11/2000 per tutti coloro che presentano
istanza di revisione per dare loro il tempo di interagire con i Servizi. Il
pagamento avverrà dopo aver analizzato le reciproche posizioni. In tal
senso, a chi ha fatto richiesta di revisione, verrà inviata una lettera
di sospensione;
c) accettare la proposta di rateizzazione a condizione che venga riconosciuto
il debito sottostante e nei seguenti casi:
- per le sanzioni con rateizzazione in tre rate senza interessi (entro il 1°
trimestre 2001, 2002, 2003);
-per i contributi con rateizzazione concessa dal Presidente sarà presentata
una proposta per la definizione dei tassi di interesse ferme restando le scadenze
di cui al punto precedente;
d) nei casi di modifica del termine del 30/11 di cui ai punti b) e c), M.AV.
sarà emesso un nuovo
Sperando di aver contribuito con il differimento del termine a rendere meno
onerosi gli adempimenti per i nostri iscritti, invio i miei migliori saluti.
IL DIRETTORE GENERALE
• seguono le tabelle citate nella lettera che non posso allegare per
motivi di tempo e che tento di riassumere
SANZIONI SPEDITE IL 23 OTTOBRE 2000 -----> N° 14.588 PER UN IMPORTO TOTALE
DI £ 22.769.855.391 DI CUI:
N° 10.673 PROF. CHE HANNO RITARDATO SOLO IL PAGAMENTO (Concentrate per gli
anni 1996 - 1997)
N° 3.915 PROF. CHE HANNO OMESSO/RITARDATO LA DICH. E RITARDATO IL PAGAMENTO
(Le stesse sono pervenute a seguito delle 15.000 richieste del 1999----->
Progetto ECO)
N.° 7.144 ARCHITETTI SANZIONATI SU TERRITORIO NAZIONALE
N.° 7.444 INGEGNERI SANZIONATI SU TERRITORIO NAZIONALE
il dettaglio delle sanzioni viene poi fatto anno per anno per un importo delle
sanzioni di lire 10.157.130.292 ARCHITETTI e di lire 12.612.725.099 INGEGNERI
(quasi 23 miliardi di sanzioni !!!)
Un’altra tabella si riferisce alla emissione di M.AV per vecchi debiti, emissione che interessa 23.097 professionisti per un importo totale di lire 41.418.436.019 (oltre 41 miliardi) divisi dettagliatamente per contributo soggettivo (dal 1961 a parte del 1998) ed integrativo (dal 1983 a parte del 1998).
Ripeto, al solito, che ritengo inutile qualsiasi commento.
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BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 5/2000
DELEGATO INARCASSA PROV. DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Comitato Nazionale dei Delegati del 28 e 29 novembre 2000
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• Il tema principale del C.N.D. (Comitato Nazionale dei Delegati) era
il bilancio di previsione 2001, bilancio ampiamente in attivo soprattutto per
l'entrata in vigore, in termini di cassa, degli aumenti dovuti ai contributi
soggettivi (passati dal 6% al 10% - per inciso nessuna cassa applica oggi aliquote
inferiori al 10%), ma non solo per questo. Una oculata gestione e l'aumento
del numero degli iscritti ha portato il bilancio di previsione ampiamente al
di sopra dei 4.000 miliardi (quattromila miliardi) ed ampiamente in attivo.
In questa fase Inarcassa sta accumulando capitali per quando dovrà poi
reimpiegarli per fornire le prestazioni istituzionali, quando inevitabilmente
i capitali in entrata saranno inferiori a quelli in uscita: infatti è
impensabile che il numero di ingegneri ed architetti cresca in continuazione.
Studi attuariali (da prendere molto con le molle) prevedono che il pareggio
entrate uscite avvenga nell'anno 2008 (prima dell'aumento dell'aliquota contibutiva
la previsione era, se rammento bene, per l'anno 2005).
E' ovvio che Inarcassa voglia allontanare il più possibile tale data,
ma val la pena rammentare come, per legge, le casse private debbano avere, salvo
casi particolari, una riserva a copertura delle prestazioni istituzionali, per
almeno cinque anni (valore che presumibilmente andrà ad aumentare) ed
Inarcassa da questo punto di vista è ampiamente coperta (18 anni di copertura
prevista il che mostra come la Inarcassa sia indirizzata verso la strada della
capitalizzazione).
I valori predetti sono riferiti a coperture cosiddette "statiche"
tanto che se si vuole parlare di coperture dinamiche (cioè in proporzione
all'aumento degli iscritti) ad oggi Inarcassa avrebbe 12 anni di copertura prevista,
sempre ampiamente superiore al minimo di legge.
Chi vuole maggiori dettagli non ha che da rivolgersi al sottoscritto che può
fornire i bilanci preventivi e consuntivi, gli studi attuariali etc. (quanto
cioè fornito da Inarcassa) relativi agli ultimi cinque anni.
• Altro tema di fondo, dopo le ormai avvenute elezioni (di cui si è riferito in precedenti comunicazioni), era la formazione dei cosiddetti comitati ristretti (C.R.). L'iniziativa del C.D.A. (Consiglio di Amministrazione) di proporre la nuova figura dei tre saggi che avrebbero dovuto supervisionare i C.R., coordinare gli stessi, armonizzare etc. non è stata accolta favorevolmente e l'argomento è stato rinviato (ovviamente più si rinviano gli argomenti e meno si conclude).
• Tra gli argomenti di contorno le sanzioni amministrative hanno assorbito
buona parte del tempo. Il Direttore Generale (dott. Caron) ha ammesso che alcuni
malfunzionamenti hanno fatto sì che la cassa abbia richiesto arretrati
sin dal 1961, un pò troppo rispetto ai termini reali o presunti tali
(vedasi precedenti comunicazioni di come la cassa possa risalire invece sino
al 1982). Su esplicita richiesta di alcuni delegati il dott. Caron si è
impegnato ad effettuare le dovute rettifiche con le scuse del caso.
Resta comunque il fatto che sono stati effettivamente richiesti agli iscritti
arretrati e sanzioni oltre 41 miliardi, e ciò andando a rinvangare sino
agli anni 1994-1996 (controllo ovviamente parziale e sempre in itinere in quanto
l'aggiornamento dei dati IRPEF ed IVA si estende a dieci anni addietro, e ad
ogni aggiornamento consegue quello della cassa). Delle circa 4000 posizioni
che Inarcassa riteneva meritevoli di iscrizione, già ad oggi risultano
pervenute circa 1000 iscrizioni, a riprova dell'efficienza del progetto informatico.
Considerando che i dati dell'anagrafe tributaria sono stati forniti solo sino
al 1994, che la cassa deve ancora controllare circa 200.000 movimenti riferibili
a tali anni, che sono ritornate indietro dalle esattorie circa 21.000 posizioni
(ovviamente somme da recuperare), che manca il controllo (almeno parziale) degli
anni dal 1995-1997 in poi, e che da una prima stima si è accertato che
non sono stati restituiti circa 6.000 modelli DICH. relativi all'anno 2000,
che, sempre per l'anno 2000, circa 7.000 iscritti non hanno ancora pagato la
prima rata dei minimi e che circa 9.000 non hanno ancora pagato la seconda rata
dei minimi c'è poco da stare allegri: è facile prevedere che i
41.000 miliardi di sanzioni già inviati sono solo una minima parte di
quanto bolle in pentola.
Tra l'altro il Direttore Generale ha riferito che alcuni crediti in pratica
non si prescrivono mai, in quanto la prescrizione decennale (salvo interruzioni
per comunicazioni, risposte degli interessati, condoni etc.) opera dal momento
in cui si è a conoscenza del debito. L'esempio fornito è quello
di un pensionando che comunica di voler andare in pensione con un certo numero
di anni di contribuzione; attualmente la cassa, in tale situazione, si attiva
per controllare la regolarità dei versamenti corrispondenti, e, se dovesse
rilevare che per qualche anno richiesto non ha i corrispondenti versamenti dovuti,
provvede alla richiesta degli arretrati e delle relative sanzioni prima di erogare
la corrispondente prestazione (in tal caso la pensione). Dato che di solito
la contribuzione minima è di trenta anni (ma può essere anche
riferita ad un numero di anni notevolmente superiore) è facile vedere
come e quanto sia retroattiva la prescrizione.
In sintesi le posizioni previdenziali debbono avere riscontro con le posizioni
contabili, e dal riscontro delle stesse, qualora emergano anomalie, vanno attivate
le procedure di regolarizzazione.
Anche in questo caso il dott. Caron ha assicurato che la cassa si sta attivando
per individuare in anticipo le anomalie del tipo in esempio, cosicché
gli iscritti possano, in un prossimo futuro, avere un quadro chiaro prima del
verificarsi degli eventi, con ovvi vantaggi per tutti.
In questa ottica è previsto di mettere in rete (internet) le posizioni
con i versamenti degli iscritti, ovviamente nel rispetto della privacy (ognuno
dovrà costruirsi un suo codice PIN che consentirà l'accesso solo
ai suo dati) per la fine del primo trimestre 2001, e, sempre per tale data,
è previsto ancora di mettere in rete un programma che consenta agli iscritti,
in base alla loro contribuzione, di calcolarsi la pensione o l'importo di eventuali
riscatti.
Tempi un pò più lunghi per effettuare la dichiarazione annuale
via internet (anziché con il modulo DICH.) con ovvia riduzione di tempi,
di errori e con vantaggi vari. Naturalmente ci sarà bisogno della firma
elettronica (probabilmente chiave pubblica, chiave privata e relative autenticazioni)
così che la dichiarazione possa ritenersi autentica (già oggi
sono possibili atti notarili con tali sistemi) e la previsione è per
il secondo trimestre 2001.
Riguardo le scadenze dei pagamenti nessun differimento di termini, soltanto
possibilità di rateizzazioni triennali per le sanzioni di notevole entità
(ovviamente a richiesta dell'interessato).
• Molto interessante la relazione del Presidente che ha fornito molte
notizie (in parte già riferite in precedenza) soprattutto per l'aggiornamento
avuto con il senatore De Luca (facente parte della commissione parlamentare
di controllo degli istituti di previdenza) circa l'autonomia gestionale delle
casse private (autonomia anche statutaria, normativa etc.) circa l'impossibilità
del ritorno delle casse private nella sfera pubblica, circa la totalizzazione
dei contributi (che dovrà in seguito intendersi soltanto per chi non
avrà raggiunto i requisiti minimi) circa il principio del pro rata per
le pensioni, e circa le pensioni minime (Inarcassa quanto prima adeguerà
le sue pensioni minime a quelle dell'INPS).
Altro argomento quello della doppia imposizione sugli enti previdenziali, in
quanto lo Stato Italiano dapprima tassa gli utili di Inarcassa (alla stregua
di un privato qualsiasi), poi tassa le pensioni ai percettori. Inarcassa, assieme
agli altri enti previdenziali privati (ADEPP) sta studiando tutte le eventuali
possibilità per eliminare o ridurre questa doppia tassazione, anche a
livello politico appunto.
Si è parlato anche della finanziaria che presenta lati oscuri nei confronti
di enti previdenziali quali Inarcassa. Un esempio: allo stato attuale dal 2001
l'erogazione di somme non direttamente derivanti dall'attività professionale
(ad esempio il gettone di presenza) comporterebbe l'equiparazione del percettore
delle somme a dipendente dell'ente. Nel caso di Architetti o Ingegneri gli stessi
sarebbero considerati quali dipendenti (ad esempio del Comune nel caso di gettoni
di presenza per commissioni edilizie, urbanistiche etc) con conseguente versamento
del 10-13% all'INPS.
Tale fatto, comportando versamenti presso un altro ente previdenziale, per assurdo
comporterebbe la cancellazione da Inarcassa che così dovrebbe cancellare
da sè stessa il suo presidente, l'intero consiglio di amministrazione,
l'intero comitato dei delegati etc.
• Modifica dell’art. 40 dello statuto Inarcassa.
Il presidente ha inoltre fatto presente che il Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale, in pratica ha dato parere favorevole alla modifica dell’art.
40 salvo una riserva (il Ministero non accetta diverse posizioni previdenziali
per lo stesso soggetto, che quindi dovrebbe essere trattato con la sola normativa
di Inarcassa in caso di ricongiunzione presso la stessa).
IL C.D.A. dava per scontata l'entrata in vigore della modifica statutaria con
l'inizio del nuovo anno (accogliendo ovviamente la riserva del Ministero, ma
per il sottoscritto (e pochi altri colleghi) non è così. La spiegazione
di tale apparente anomalo comportamento è stata fornita con il ricorso
in merito, ricorso illustrato in precedenti comunicazioni.
Poiché nel collegarmi al sito internet dell'Ordine di Macerata (questo)
ho potuto constatare che le notizie citate nel “Ricorso presentato ai
Ministeri vigilanti dal delegato InarCassa” non sono più raggiungibili,
e poiché le stesse sono essenziali per comprendere il punto in esame,
riporto nuovamente quanto già ivi comunicato:
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DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL:m.brodolini@fastnet.it
MINISTERO DEL LAVORO E
DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DIREZIONE GENERALE DELLA
PREVIDENZA E ASSISTENZA
SOCIALE DIVISIONE III
00100 R O M A
e p. c. MINISTERO DEL TESORO
BILANCIO E PROGRAMMAZ.
ECONOMICA R.G.S. - I.G.F.
DIVISIONE VI
00187 R O M A
Oggetto: presunta illegittimità della proposta di modifica dell’art. 40 dello statuto Inarcassa deliberata nell’adunanza del Comitato Nazionale dei Delegati del 5-6 ottobre 1999
Si riporta la delibera in oggetto così come proposta al Comitato Nazionale
dei Delegati e dallo stesso approvata a larga maggioranza
______________________________
Il Comitato Nazionale dei Delegati,
- viste le proprie deliberazioni adottate nella riunione del 21, 22 e 23 giugno 1999, con le quali sono stati forniti al Comitato Ristretto Statuto criteri in base ai quali elaborare proposte di modifica all'articolo 40 dello Statuto in materia di restituzione dei contributi;
- viste le proposte di modifica elaborate dal Comitato Ristretto Statuto;
delibera
di modificare l'articolo 40 dello Statuto di Inarcassa, come di seguito indicato:
40.1 - Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età ovvero si vengano a trovare nelle condizioni di cui all'art. 27, comma 1, senza aver maturato i requisiti assicurativi per il diritto a pensione, possono ottenere il rimborso:
a) dei contributi di cui all'articolo 22, primo comma, lettera a) e degli eventuali
contributi soggettivi previsti dalla legislazione precedente, nella misura pari
al 95% di quanto complessivamente versato.
b) dei contributi trasferiti ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45, nella
misura prevista dalla normativa dell'Ente di provenienza.
c) delle somme versate ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45 ed a titolo di
riscatto.
40.3 - Le somme di cui al primo comma del presente articolo verranno rivalutate su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione delle somme versate nello stesso anno, ad un tasso di capitalizzazione pari alla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare
I rimanenti commi rimangono invariati.
La presente delibera, previa approvazione dei Ministeri competenti, avrà
effetto dal 1° gennaio successivo alla approvazione stessa. Alle somme versate
entro il 31 dicembre precedente verrà applicata la normativa previgente.
______________________________
Il sottoscritto ritiene che la delibera approvata sia illegittima per contrasto con l’articolo 20 della Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290, per contrasto con gli articoli 3 e 5 dello Statuto Inarcassa , per essere discriminatoria e foriera di disparità di trattamento, per violazione dei diritti delle minoranze, per appropriazione di somme senza titolo.
Si riporta l’articolo 20 (Restituzione dei contributi) della Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290
______________________________
Art. 20 - Restituzione dei contributi
20.1- Coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età e che cessino dalla iscrizione alla Cassa senza aver maturato i requisiti assicurativi per il diritto a pensione, possono ottenere il rimborso dei contributi di cui all'articolo 9, nonché degli eventuali contributi individuali previsti dalla legislazione precedente.
20.2 - Il rimborso spetta anche ai superstiti dell'iscritto indicati all'articolo 7 sempreché i medesimi non abbiano titolo alla pensione indiretta conseguibile anche mediante ricongiunzione.
20.3 - Sulle somme rimborsate è dovuto l'interesse composto del 5 per
cento dal 1° gennaio successivo ai relativi pagamenti.
______________________________
Non si può concordare con il prelievo, pur modesto, sul capitale versato, in quanto introdurrebbe un principio contrario oltre che alle leggi citate, anche agli articoli 3 (Scopo) e 5 (Entrate) dello stesso Statuto Inarcassa che di seguito si riportano
______________________________
Art. 3 - Scopo
3.1- INARCASSA, ai sensi dell'art. 38 della Costituzione della Repubblica Italiana, provvede ai compiti di previdenza e assistenza a favore degli iscritti e degli ulteriori destinatari, individuati dalle norme del presente Statuto; inoltre, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, svolge attività integrative a favore degli stessi iscritti.
3.2 - Le attività previdenziali già stabilite dalle leggi vigenti
consistono nella corresponsione delle seguenti prestazioni:
a) pensioni di vecchiaia;
b) pensioni di anzianità;
c) pensioni di inabilità ed invalidità;
d) pensioni ai superstiti, di reversibilità o indirette;
e) rendite.
Ulteriori forme di attività previdenziali possono essere individuate
dal Comitato Nazionale dei Delegati con delibera di integrazione del presente
Statuto, senza pregiudizio delle forme di attività imposte dalla legge.
3.3 - Le pensioni e le rendite corrisposte da INARCASSA sono cumulabili con altri trattamenti pensionistici.
3.4 - Le attività assistenziali già stabilite dalle leggi vigenti
consistono nella corresponsione della indennità di maternità.
Altre attività di assistenza possono essere:
a) la concessione di contributi per l'impianto dello studio all'ingegnere o
all'architetto che si iscriva per la prima volta a INARCASSA prima del compimento
del 35esimo anno di età, se versa in condizioni di disagio economico;
b) la concessione di assegni di studio a favore dei figli dell'iscritto attivo,
pensionato o deceduto;
c) la corresponsione di sussidi a favore dell'iscritto attivo o pensionato,
ovvero, in mancanza, del coniuge o dei suoi parenti entro il secondo grado,
se versano in condizioni di disagio economico e risultano conviventi ed a suo
carico;
d) la concessione di mutui all'iscritto per l'acquisto, la costruzione o la
ristrutturazione dello studio o della casa da adibire ad abitazione principale,
anche stipulando apposite convenzioni con istituti di credito abilitati alla
concessione di prestiti a medio e lungo termine e contribuendo parzialmente
al pagamento dei relativi interessi.
3.5 - Ulteriori forme di attività di assistenza possono essere individuate dal Comitato Nazionale dei Delegati con delibera di integrazione del presente Statuto.
Art. 5 - Entrate - Patrimonio - investimenti
5.1 - Le entrate di INARCASSA sono costituite:
dalle contribuzioni obbligatorie soggettive ed integrative versate ai sensi
degli art. 22 e 23 del presente Statuto;
- dagli interessi attivi e dalle rendite patrimoniali;
- da altre entrate previste da disposizioni di legge o da altre fonti normative.
5.2 - Il patrimonio di INARCASSA è costituito:
- dai beni mobili ed immobili di proprietà della Cassa Nazionale di Previdenza
e Assistenza per gli ingegneri e Architetti liberi Professionisti;
- da eventuali lasciti, elargizioni o provvidenze, da qualsiasi parte provengano.
5.3 - i fondi disponibili di INARCASSA possono essere impiegati:
a) in titoli di Stato o garantiti dallo Stato o in cartelle fondiarie o in titoli
equipollenti alle cartelle fondiarie, nell'ambito dell'Unione Europea;
b) in depositi fruttiferi presso Istituti di Credito di diritto pubblico o Istituti
di Credito a carattere nazionale o Casse di Risparmio, nell'ambito dell'Unione
Europea;
c) in immobili urbani o rustici, anche sotto forma di pacchetti azionari rappresentativi
di essi;
d) in mutui ipotecari;
e) in quegli altri modi che potranno essere deliberati dal Comitato Nazionale
dei Delegati, su proposta del Consiglio di Amministrazione.
5.4 - Le delibere contenenti i criteri di individuazione e di ripartizione
del rischio nella scelta dei suddetti impieghi devono essere trasmesse al Ministero
del Lavoro e della Previdenza Sociale ed a quello del Tesoro per l'esercizio
delle funzioni previste dall’Art. 3, comma 3, del decreto Legislativo
n. 509/1994.
______________________________
Se il contrasto con l’art. 5 (che non prevede forme di entrata tramite
prelievo su somme versate dagli iscritti) potrà essere facilmente superato
con una ulteriore modifica statutaria, al momento non richiesta, non altrettanto
potrà avvenire per l’articolo 3 che stabilisce lo scopo stesso
di Inarcassa che prevede compiti di previdenza e assistenza a favore “degli
iscritti” e non a favore “di una parte degli iscritti”.
Corre l’obbligo di spiegare il meccanismo occulto di tale discriminazione
e la violazione dei più elementari diritti delle minoranze.
La grande maggioranza degli iscritti ad Inarcassa è composta da ingegneri
ed architetti liberi professionisti non soggetti ad altra forma di previdenza
obbligatoria che non godono di trattamento pensionistico erogato da altro Ente,
che per brevità in seguito verranno chiamati “primi”, soprattutto
per motivi storici, in quanto la Cassa Ingegneri ed Architetti è nata
con tali professionisti. Sino alla metà degli anni ‘80 i “primi”
erano la totalità tanto che l’art. 2 della Legge 11.11.1971 n.
1046 prevedeva esplicitamente che dal 1.1.1972 fossero esclusi dalla Cassa gli
iscritti a forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di
lavoro subordinato, o comunque di altra attività.
Le varie vicende legislative, travagliate e controverse sono note e si danno
per scontate, sta di fatto che “in assenza di liberi professionisti non
soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria ma che già godono
di trattamento pensionistico erogato da altro Ente”, che per brevità
in seguito verranno chiamati “secondi”, sono state prese dai “primi”
delle decisioni che interessavano i “secondi”, stabilendo che questi
dovessero fare obbligatoriamente parte di Inarcassa a condizioni solo apparentemente
uguali a quelle dei “primi”. Infatti quando mai un architetto o
ingegnere, che già goda di trattamento pensionistico erogato da altro
Ente , può sperare di avere parità di trattamento nell’ottenere
la pensione di anzianità da Inarcassa se, oltre agli anni necessari per
raggiungere la prima pensione, deve ulteriormente svolgere almeno, altri trenta
anni di attività? Certo solo le mosche bianche dei “secondi”,
per ovvi motivi (come da nota precedente) potranno ottenere la pensione di vecchiaia
da Inarcassa, ma, nella generalità dei casi, potranno solo aspirare alla
restituzione dei contributi, nel più assoluto contrasto con lo scopo
dichiarato di Inarcassa di corrispondere
“... le seguenti prestazioni: a) pensioni di vecchiaia; b) pensioni di
anzianità; c) pensioni di inabilità ed invalidità; d) pensioni
ai superstiti, di reversibilità o indirette; e) rendite.”
Non è tra gli scopi previdenziali dichiarati di Inarcassa quello di costringere
a forme di risparmio forzoso in previsione di una futura restituzione corredata
da interessi, ma, nel caso pratico dei “secondi”, date le condizioni
iniziali, il reale scopo è proprio quello della restituzione dei contributi,
maggiorati dell’interesse composto del 5%.
Lo stesso non può dirsi per i “primi” che, nella totalità
o quasi dei casi, otterranno la pensione, potendo in tal maniera usufruire anche
della riserva matematica che Inarcassa avrà per loro accantonato, mentre
solo le mosche bianche di questi ultimi opteranno per la restituzione dei contributi.
E’ evidente quindi che con tale modifica statutaria i “primi”,
che, come detto, già godono del privilegio rispetto ai “secondi”
di poter utilizzare la riserva matematica, si approprieranno, illegittimamente
a parere dello scrivente, anche del 5% del capitale dei “secondi”.
Introdurre il nuovo principio di sottrarre forzosamente del capitale ai “secondi”,
è certamente discriminante, vessatorio e contrario allo stesso statuto
Inarcassa.
E’ orripilante pensare che un organismo dalle nobili finalità quale
Inarcassa, possa obbligare una piccola parte dei suoi iscritti ad un risparmio
forzoso, con la prospettiva di restituire solo una parte di quanto accantonato,
comportandosi, nei fatti, peggio della più esosa delle banche.
Anche le modalità con cui si è giunti alla delibera in oggetto
sono fortemente criticabili ed il commento viene relegato nella nota al solo
scopo di non appesantire ulteriormente l’esposizione .
Viene da domandarsi del perché i secondi siano iscritti ad una associazione,
divenuta privata, che mal tutela i loro diritti, e la risposta è semplice:
sono costretti; a tal proposito si riporta l’art. 1 comma 3 del Decreto
Legislativo 30 giugno 1994, n.509
“Gli enti trasformati continuano a svolgere le attività previdenziali
e assistenziali in atto riconosciute a favore delle categorie di lavoratori
e professionisti per le quali sono stati originariamente istituiti, ferma restando
la obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione. ...”
pertanto, riguardo l’obbligatorietà della iscrizione, vige ancora
la precedente normativa recepita anche dal vigente Statuto Inarcassa
“L'iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli ingegneri
e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità
e ad essi esclusivamente riservata”
carattere di continuità che così venne definito dal lontano C.N.D.
del 23.3.1981, quando le condizioni erano totalmente diverse, ad esempio era
di là da venire la legge 335 del 8.8.1995 per la gestione separata dei
lavoratori autonomi:
“... ingegneri e architetti che siano ad un tempo:
a) iscritti all'Albo ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di ordinamento
professionale;
b) non iscritti a forme di previdenza obbligatoria in dipendenza di un rapporto
di lavoro subordinato o comunque altra attività esercitata;
c) in possesso di partita IVA. ...”
decisione questa presa dai “primi” in assenza dei “secondi”.
Nonostante il quadro normativo sia mutato radicalmente ai “secondi”
vengono precluse tutte le vie di fuga quali ad esempio l’esclusione dall’iscrizione
ad Inarcassa di coloro che già godano di trattamento pensionistico erogato
da altro Ente.
Infatti, poco prima dell’approvazione della delibera in oggetto, è
stata bocciata la delibera di dare “Incarico al Comitato Ristretto Statuto
di affrontare le necessarie modifiche all’art. 7 dello Statuto tali da
escludere dall’iscrizione ad Inarcassa coloro che già godano di
trattamento pensionistico erogato da altro Ente” ora che la presenza della
legge 335 del 8.8.1995 non consente più alcun alibi ai “primi”
.
Peraltro è opportuno ancora far notare come, nonostante le numerose proposte,
il C.N.D. si sia sempre rifiutato di prendere in considerazione l’ipotesi
di “Gestione Separata”, come anche si è sempre rifiutato
di prendere in considerazione l’iscrizione a Inarcassa di tutti gli ingegneri
ed architetti iscritti all’albo, in analogia ad altre categorie , paventano
ingressi massicci in Inarcassa di “secondi”, potenzialmente in grado
di ribaltare numericamente i rapporti di forze.
Come ciliegina da mettere sulla torta si è trovato anche il modo di ridurre
drasticamente il 5% di interesse composto anch’esso previsto per legge.
Ma è mai possibile fare riferimento a delle leggi per la forzosità
all’iscrizione ad Inarcassa e contemporaneamente disconoscere le stesse
leggi che regolano anche le modalità di restituzione dei contributi?
In conclusione le minoranze vengono obbligate a permanere in Inarcassa, a subire
disparità di trattamento evidenti come anche da esempi riportati nella
presente nota , ed ora a subire prelievi ingiustificati di capitale.
Riguardo l’art. 40.1 lettera b) l’appropriazione indebita è
ancora più evidente in quanto il punto b) può esplicitarsi nel
seguente modo: nell’ipotesi che pervengano ad Inarcassa “contributi
trasferiti ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 45” essi verranno restituiti
ai contribuenti “nella misura prevista dalla normativa dell'Ente di provenienza”;
Inarcassa, in altri termini, incamererà quanto non restituito, non essendo
prevista la restituzione all’Ente di provenienza delle somme non utilizzate
a favore dell’iscritto. A quale titolo Inarcassa si approprierebbe di
dette somme?
Per i motivi suesposti si chiede che codesto Ministero, nell’ambito delle funzioni previste dall’Art. 3 del decreto Legislativo n. 509/1994 disapprovi la modifica statutaria proposta.
ROMA 30.11.1999
Dott. ing. Brodolini Mario-Francesco
delegato per la provincia di Macerata
Note:
1) in seguito abbreviato in C.N.D.
2) Restituzione dei contributi
3) approvato con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 28 novembre 1995, articolo 3 (Scopo) articolo 5 (Entrate)
4) liberi professionisti non soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria né che già godano di trattamento pensionistico erogato da altro Ente
5) e che quindi di norma ha quanto meno vent’anni di anzianità di servizio alle spalle, se pensionato da lunga data, molti di più se pensionato di recente, per non dire di chi gode di trattamento pensionistico da altro Ente per sopraggiunti limiti d’età
6) anche nell’ipotesi più ottimistica di laurea senza intoppi, riscatto degli anni universitari e dell’eventuale servizio militare, anche il pensionato “baby”, figura ormai in estinzione, otterrebbe la pensione di vecchiaia Inarcassa all’età di almeno 71-72 anni, per gli altri si parla di pensione di vecchiaia a partire da 90 anni circa, contro i 65 anni dei “primi”
7) è opportuno far notare come, nella riunione del C.N.D. del 21, 22 e 23 giugno 1999 sia stato proposto il rimborso dei contributi di cui all'articolo 22, primo comma, lettera a) e degli eventuali contributi soggettivi previsti dalla legislazione precedente, nella misura pari al 70% di quanto complessivamente versato, a dimostrazione della famelicità dei “primi” nei confronti dei “secondi”. Non sarebbe sorprendente una futura proposta di rimborso dei contributi nella misura pari allo 0% (zero %), dato che, in tale sede detta proposta è già stata avanzata, proposta che il sottoscritto definisce come tentativo di furto e, se di furto si tratta, che sia del 30% , del 5% o del 100% la violazione del principio rimane. Se poi in casi particolari debbono richiedersi dei sacrifici agli iscritti, e non sembra questo in caso, dato che Inarcassa sostiene di essere in ottima salute, questi devono essere fatti da tutti, non solo dalle minoranze ed a vantaggio delle maggioranze. Se poi proprio debbano esserci sacrifici di alcuni a favore di altri, sarebbe obbligo di istituti quali Inarcassa di prelevare dalle categorie più forti a favore di quelle più deboli e non viceversa. A tal proposito i “primi” ritengono, erroneamente a parere dello scivente, che la categoria più forte sia quella dei “secondi” il che li autorizzerebbe ad effettuare il prelievo in oggetto, con tale comportamento dimostrando quale è veramente la categoria più forte. A dimostrazione pratica di quanto detto il Comitato Ristretto Statuto, contemporaneamente alla proposta di un rimborso dei contributi nella misura pari al 70% di quanto complessivamente versato, adducendo le medesime motivazioni, aveva proposto una riduzione del 50% del supplemento di pensione (il sottoscritto o Inarcassa possono facilmente fornire i verbali delle sedute a conferma di quanto esposto). Fatto notare che se i “secondi” non arrivano alla pensione o vi arrivano come le mosche bianche, a maggior ragione non arrivano al supplemento di pensione; in tal caso la riduzione dei supplementi di pensione avrebbe, di fatto, interessato soli i “primi”, ovvio quindi che il volto sia stato quasi unanime, ma in direzione opposta alla precedente.
8) Legge 3 gennaio 1981 n. 6 modificata ed integrata della Legge 11 ottobre 1990 n. 290 art. 21 comma 1
9) art. 7 comma 1
10) il prosieguo dell’articolo è presente nel solo statuto Inarcassa
11) neanche a dirlo a larga maggioranza
12) il sottoscritto o Inarcassa possono facilmente fornire i verbali delle sedute a conferma di quanto esposto
13) infatti per giustificare i criteri di iscrizione ad Inarcassa (a quei tempi C.N.P.A.I.A.) inglobanti anche i “secondi”, i “primi” addussero la potenziale condizione di vantaggio dei “secondi” che all’epoca non erano tenuti al versamento del contributo soggettivo, condizione ora divenuta di svantaggio, data la legge 335 del 8.8.1995 sulla gestione separata INPS e date le aliquote di contributo soggettivo in vigore e previste
14) sempre con votazioni a larga maggioranza
15) ad esempio, riportando in maniera quasi letterale quanto compare nel “manuale di consultazione” di Inarcassa, la pensione di invalidità spetta, ove ne ricorrano le condizioni, all’iscritto alla Cassa che abbia “almeno cinque anni di iscrizione alla Cassa; in caso di infortunio si prescinde dall’anzianità minima. ... tale pensione è reversibile . N.B. Sono esclusi dal diritto a tale trattamento previdenziale i professionisti iscritti alla Cassa in seguito a pensionamento a carico di un altro Istituto” come dire che ai fini contributivi i “primi” sono uguali ai “secondi”, lo stesso dicasi per le condizioni ananagrafica nonostante l’evidente differenza, ma nei riguardi del diritto all’invalidità solo i “primi” sono meritevoli. Ma questo non è l’unico esempio, in quanto anche la pensione di inabilità presenta l’identico N.B. soprariportato e ciò nonostante nel “manuale di consultazione” alla voce “Pensionati di altro istituto” sia scritto chiaramente “... sono equiparati a qualsiasi altro iscritto.” Si potrebbe proseguire con i supplementi di pensione, le rendite etc.
==================================================
Chi ha avuto la pazienza di seguire il tema avrà capito che
- è impossibile far entrare in vigore un provvedimento con il parere
negativo (sia pur limitato) del Ministero vigilante
- non si è avuto ancora riscontro a due ricorsi in merito (uno del sottoscritto
dianzi esposto, l'altro dell'ing. Pisano delegato di Avellino, ricorso per molti
versi simile e che approfitto per riportare a seguire), pertanto gli stessi
non risultano né accolti né rigettati
- è comunque necessaria una nuova delibera di recepimento del C.N.D.
con successiva approvazione ministeriale.
Ricorso dell’ing. Pisano (versione simile alla deginitiva non in mio possesso)
==================================================
DOTT. ING. GIUSEPPE PISANO
VIA A.M. MAFFUCCI, 4
83100 AVELLINO
TEL/FAX 0825/33077
E-mail: xgpisano@tin.it
Ministero del lavoro e della previdenza sociale
Direzione Generale della Prev. e Ass. Sociale
Divisione III
00100 R O M A
e p.c. Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica
R.G.S. - I.G.F. Div. VI
00187 ROMA
Il Comitato Nazionale del Delegati con delibera che si acclude in copia ha modificato
l'art. 40 dello Statuto riguardante la restituzione dei contributi a coloro
che all'età di 65 anni non maturano il diritto alla pensione di vecchiaia.
In particolare la predetta modifica ha riguardato:
la limitazione della restituzione dei contributi alla sola parte a percentuale
intera (non viene restituita la parte eccedente soggetta alla percentuale del
3%);
la restituzione dei contributi a percentuale intera viene limitata al 95% degli
importi versati;
i contributi trasferiti nel caso di ricongiunzione (legge 45/90) vengono restituiti
nella misura prevista dall'ente di provenienza;
le somme di cui ai punti 1, 2, e 3 verranno rivalutate su base composta al 31
dicembre di ciascun anno, con esclusione delle somme versate nello stesso anno,
ad un tasso di capitalizzazione pari alla variazione media quinquennale del
prodotto interno lordo (PIL) nominale, con riferimento al quinquennio precedente
l'anno da rivalutare;
5) la delibera (norma transitoria), previa approvazione dei Ministri competenti,
avrà effetto dal 1° gennaio successivo all'approvazione della stessa.
Alle somme versate entro il 31 dicembre precedente verrà applicata la
normativa vigente.
Tali modifiche appaiono illegittime per una serie di motivi che di seguito si
evidenziano.
Preliminarmente va rilevato che non sembra rientrare nei poteri degli Enti Privatizzati,
e quindi del relativo Comitato Nazionale dei Delegati, di modificare diritti
riconosciuti dalla legge 6/81, come modificata dalla legge 290/90. Rientra,
invece, "nei poteri degli enti privatizzati gestori delle forme di previdenza
obbligatoria a favore di liberi professionisti, conferiti dall'art. 3, comma
12, della legge 8 agosto 1995 n. 335, il riconoscimento del computo dei periodi
contributivi non coincidenti posseduti dal professionista presso altre forme
di previdenza obbligatoria, al solo fine del conseguimento dei requisiti contributivi
previsti dall'ordinamento giuridico di appartenenza per il diritto a pensione
e non per la misura di quest'ultima" (decreto legislativo 30/04/1997 n.
184, art. 1 comma 5), e inoltre "nell'ambito del potere di adozione di
provvedimenti, conferito dall'art. 2 comma 2 del decreto legislativo 30 giugno
1994 n. 509, possono essere adottate dagli enti privatizzati di cui al medesimo
decreto legislativo deliberazioni in materia di regime sanzionario e di condono
per inadempienze contributive, da assoggettare ad approvazione ministeriale
ai sensi dell'art. 3 comma 2 del citato decreto legislativo" (legge 28/05/1997
n. 140, art. 4 comma 6-bis).
La delibera è comunque palesemente illegittima per una serie di ragioni:
L’art. 40 dello statuto, laddove prevede il diritto alla restituzione
dei contributi versati alla Cassa, in favore degli iscritti che non abbiano
maturato i requisiti assicurativi per il diritto alla pensione, riproduce nella
sostanza il disposto dell’art 20 della Legge 3 gennaio 1981 n° 6 (modificata
ed integrata dalla Legge 290/90).
E’ evidente quindi che il riconoscimento del diritto in questione trova
la sua fonte normativa nella disposizione di legge e non nella norma statutaria
la quale, del resto, non potrebbe mai essere in contrasto con la prima.
Né può dubitarsi che la norma di legge in questione, al pari di
altre disposizioni della legge n° 6 del 1981, abbia carattere cogente, ossia
inderogabile, anche in ragione della rilevanza pubblicistica dell’Ente
che, ancorché di diritto privato, persegue fini di carattere costituzionale
(cfr. art. 1 dello statuto). Ed infatti non è un caso che il relativo
statuto sia stato approvato con decreto ministeriale (d'altro canto, se si volesse
riconoscere allo statuto la natura di atto normativo, esso nella gerarchia delle
fonti si porrebbe comunque al di sotto della legge ordinaria e quindi un'eventuale
deroga risulterebbe comunque contra legem).
La prova della inderogabilità della norma di legge emerge altresì
dalla circostanza che quando si decise di ridurre il tasso di interesse sulle
somme rimborsate dal 10% al 5%, tale modifica interessò la stessa disposizione
legislativa e non solo l'art 40 dello statuto.
Un’eventuale delibera volta a modificare l’art. 40 nel senso di
cui sopra, ove pure ammissibile, non potrebbe mai essere adottata a maggioranza,
ma richiederebbe l’unanimità dei consensi, in quanto la stessa
andrebbe ad incidere su posizione soggettive (cd. diritti individuali dei soci),
modificando la struttura stessa del rapporto associativo.
Non va trascurato, infatti, che al momento della iscrizione alla Cassa il regime
della restituzione dei contributi era quello attuale, per cui la erogazione
dei contributi soggettivi da parte degli associati è avvenuta anche nella
prospettiva di una loro restituzione integrale.
Nel merito, inoltre le modifiche proposte appaiono del tutto ingiustificate
anche per le seguenti ragioni:
La non restituzione del contributo con percentuale del 3% viene motivata con
l'affermazione che trattasi della quota solidaristica che, se restituita, verrebbe
sottratta a INARCASSA. Si sostiene, paradossalmente, che coloro che per vicende
professionali non riescano a maturare a 65 anni il requisito soggettivo dei
30 anni di iscrizione e contribuzione per il diritto alla pensione, debbano
versare parte dei contributi a chi la pensione già percepisce. In sostanza
si sostiene che la solidarietà debba avvenire nel senso opposto a quello
che tutti si aspettano, cioè da parte dei meno fortunati verso i più
fortunati. Infatti a coloro che non maturano diritto a pensione vengono restituiti
i soli contributi versati e non anche la "riserva matematica" maturata
negli anni di iscrizione, come avviene per il pensionato, trattandosi di un
sistema sostanzialmente retributivo e non esclusivamente contributivo;
è irragionevole la restituzione parziale rapportata al reddito, in quanto
se è vero, come si afferma, che essa rientra nei costi di gestione (non
giustificata da alcun calcolo numerico), dovrebbe trattarsi di un importo costante
e non variabile con la contribuzione effettuata, configurandosi in tale ultima
ipotesi come un'ulteriore "tassa sulla professione";
priva di titolo giustificativo sarebbe la pretesa di non restituire i contributi
versati da altro ente a INARCASSA, qualora l'ente di provenienza non praticasse
la restituzione. Ciò perché si tratterebbe comunque di Enti soggetti
a un diverso regime previdenziale, assolutamente non comparabile a quello di
Inarcassa: per fare un esempio, è vero che l'INPS non restituisce i contributi,
ma il periodo di contribuzione minimo per acquisire il diritto alla pensione
INPS era - prima della riforma DINI - di soli 15 anni e attualmente è
di 20 anni. Ne deriva che i contributi versati per gli anni di iscrizione ad
altro ente verrebbero del tutto sacrificati senza la possibilità di procedere
a versamenti volontari per maturare, presso l'ente di provenienza, il diritto
alla pensione minima (situazione, questa, plausibile nell'ipotesi di 15 o 20
anni di contribuzione, non in quella di 30 anni). Tutto ciò in dispregio
di quanto stabilito anche dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza n.
61 del 24/02 - 05/03/1999 a proposito della "totalizzazione dei periodi
contributivi" la cui attuazione è delegata, come già detto,
agli enti privatizzati (cfr. decreto legislativo 30/04/1997 n. 184, art. 1 comma
5);
non si comprende, invero, per quale ragione il tasso di capitalizzazione della
rivalutazione debba essere ancorato al PIL;
la norma transitoria è addirittura priva di qualsiasi senso giuridico
e logico, in quanto il periodo entro cui si applica il vecchio sistema, 31 dicembre
dell'anno di approvazione della modifica statutaria, è riferito ai contributi
materialmente versati e non agli anni di contribuzione precedenti a tale data.
Questa scelta di subordinare l’applicazione del regime transitorio ad
un criterio di cassa anziché di competenza, oltre a non apparire ragionevole
rischia di generare delle conseguenze paradossali: per fare un esempio, in tutti
i casi di rateizzazione di contributi maturati nel periodo antecedente al fatidico
31 dicembre 1999, ma destinati ad essere riscossi anche negli anni successivi
(ad es. fino al 2004), troverebbe applicazione il nuovo regime di restituzione
sol perché versati dopo il 31.12.1999 (!). E lo stesso accadrebbe per
tutti i contributi oggetto di sgravi provvisori o sospensive e di competenza
degli anni precedenti alla delibera del Comitato Nazionale dei Delegati.
E’ evidente quindi, che la delibera debba essere rettificata nella parte
relativa al regime transitorio, nel senso che in luogo delle “somme versate
entro il 31 dicembre” si dovrà parlare di “contributi maturati”.
* * *
In conclusione, a parere dello scrivente, trattasi di una delibera che oltre
che illegittima, è immotivata, irragionevole e quasi certamente foriera
anche di responsabilità per i vertici di INARCASSA che dovessero renderla
esecutiva.
Per tali ragioni lo scrivente fa istanza a codesto Ministero affinché,
nell'esercizio della sua funzione di controllo prevista dall'art. 3 comma 2
D.Ls. n. 509/94, non approvi la delibera de qua.
Con osservanza.
Avellino-Roma lì 24 novembre 1999
Ing. Giuseppe Pisano
Delegato Inarcassa
==================================================
Vi terrò informati di ulteriori sviluppi.
BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA
NOTIZIE 6/2000
DELEGATO INARCASSA PROV. DI MACERATA
DOTT. ING. BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
VIA VENIERI N. 1 62019 RECANATI (MC)
TEL/FAX/Q 071981237 E-MAIL: m.brodolini@fastnet.it
• Rivista Inarcassa n. 4/2000
=============================================================
• Il periodico Inarcassa, di prossima spedizione a tutti gli iscritti, viene inviato con un lieve anticipo al delegato ed è pervenuto al sottoscritto il 30.12.2000. Poiché la rivista viene, da qualche tempo pubblicata anche sul sito internet di Inarcassa
http://www.inarcassa.it/rivista
sono andato a curiosare ed ho visto comparire il numero in oggetto. Chi ha fretta di leggere il n° 4 può quindi collegarsi in rete e leggere tranquillamente, o scaricare la rivista stessa in formato .pdf ottimo sia per sistemi IBM compatibili che per Machintosh.
Una sbirciata ai contenuti:
- la prima parte riguarda, in sostanza, il bilancio di previsione ed i recenti
Comitati dei Delegati, per il cui commento rinvio a precedenti aggiornamenti;
- la parte centrale riguarda la polizza Unipol di cui già si è
detto (sia per la polizza sanitaria, la cui adesione è stata prorogata
al 15.1.2001, che per quella rischi professionali ;
- la terza parte spazia invece su più argomenti e questa volta è
questa che ha attratto maggiormente il mio interesse.
Sto leggendo l’articolo Aggiornamento informatico, di Marco Agliata, articolo
che apprezzo molto (come tutti quelli già pubblicati dallo stesso autore).
Quello che non ho affatto gradito è invece lo Spazio aperto, a cura di
Mauro di Martino, articolo in genere ben fatto e piacevole, non in questo caso,
almeno per il sottoscritto quando ho letto “La voce del dissenso”,
intervento dell’Arch. Roberto Rossomanno che di seguito riporto per comodità
(pag. 50 della rivista)
“Gradirei che sulla rivista trimestrale fosse pubblicata la voce del dissenso
di una minoranza. Ai colleghi architetti pensionati di enti diversi dall’Inarcassa.
Nella relazione pubblicata sul n. 4/99 della rivista trimestrale dell’Inarcassa
è pubblicata la relazione dell’assemblea svoltasi a Genova l’ottobre
scorso (in merito vedasi l’intervento del sottoscritto dell’ottobre
1999 su questo sito) e soltanto ora arrivata agli iscritti. Due punti in particolare
interessano quelli come noi pensionati di altri enti, obbligati a subire le
condizioni dell’Inarcassa pur essendo nell’impossibilità
di maturare una pensione con la stessa Inarcassa. Il primo è “esclusione
dall’iscrizione ad Inarcassa ”il secondo è “Modifica
alla restituzione dei contributi”, in ambedue i casi l’arroganza
dell’Inarcassa non conosce limiti. Nel primo caso il Presidente Conti
bontà sua“...non vede la ragione di nutrire animosità nei
confronti di colleghi che godono pensione, considerando che –in virtù
di leggi che lo consentono – hanno esercitato un diritto”; nel secondo
caso si prevede che oltre al pratico azzeramento degli interessi dovuti, la
restituzione dei contributi sia gravata di un onere del 10% (5% vedasi in proposito
il mio precedente intervento su questo sito, con tanto di ricorso ai Ministeri
vigilanti) pari all’onere della spesa di gestione delle pensioni“
perciò ritiene giusto che i contributi siano depurati della spesa che
l’ente ha sostenuto per garantire la prestazione previdenziale”.
Non basta che sul nostro lavoro sia pagato dai committenti un contributo di
solidarietà a professionisti molto più benestanti di noi in virtù
di una visione corporativa della professione, non basta che oltre a tali contributi
si subisca un prelievo a volte maggiore di quanto si ricava da un’attività
svolta marginalmente, con una fiscalità di fronte alla quale l’usura
diventa opera di beneficenza, no! Bontà loro, il buon Presidente invita
a non provare animosità nei nostri confronti, ma “non ritiene che
si debba avviare uno studio su questi argomenti” e i cari colleghi ci
restituiranno i contributi svalutati e ridotti, come se oltre alle spese di
gestione non avessero prodotto nessun beneficio, non avessero contribuito alla
costituzione e alla rendita del loro patrimonio o contributo al loro benessere,
tanto il nostro non conta.”
Fin qui l’intervento che sostanzialmente condivido (vedasi le note tra
parentesi e con tantissime altre precisazioni che sarebbe impossibile fare in
questa sede, e che tenterò soltanto di accennare al termine del mio intervento),
e veniamo alla replica del Vice Presidente:
“La restituzione dei contributi prevista dall’art.40 dello Statuto Inarcassa, è un’anomalia nel sistema previdenziale. Pochissime Casse (privatizzate e delle libere professioni) prevedono questo istituto, considerandosi nella generalità i versamenti infruttuosi degli iscritti che non raggiungano i requisiti minimi per l’erogazione di una pensione, un contributo alla gestione dell’ente a copertura di tutti quegli altri interventi previdenziali non coperti da un’adeguata contribuzione (invalidità, inabilità, pensioni ai superstiti, etc.).”
La replica, pur tecnicamente corretta, lascerebbe intendere che non solo la cassa non “taglieggia” i pensionati da altro ente, ma addirittura fa un’opera meritoria in quanto “addirittura in maniera anomala” restituisce “parzialmente” i contributi versati, ma quanto meno la replica è parziale ed incompleta. Le esigenze di sintesi della rivista possono solo parzialmente giustificare la sintetica risposta. Cercherò di attrarre semplicemente l’attenzione su alcuni punti:
- Inarcassa dà la pensione dopo almeno 30 anni di contributi, altri enti (INPS in testa) dopo periodi nettamente inferiori, in genere dieci anni. Credo che l’Arch. Roberto Rossomanno non avrebbe mai scritto la sua missiva se il termine fosse stato di dieci anni. Non crede invece, l’ing. Di Martino, che sarebbe stata “un’anomalia” appropriarsi, ad esempio, di 29 anni di contributi senza dare nulla? Con un reddito annuo, ad esempio, di 50.000.000 all’attuale aliquota del 10% in 29 anni si pagherebbero 145.000.000, sarebbe corretto non restituire nulla? E’ forse corretto restituire il 95%, cioè meno di 138.000.000 interessi a parte?
- Pensioni di invalidità, inabilità, pensioni ai superstiti, etc. vengono date al libero professionista subito dopo la sua iscrizione, ma non vengono date al titolare di altra pensione, proprio perché (fortunato, questo è il termine maggiormente in uso presso il CND) già gode di altra pensione, come se questa fosse stata vinta al lotto e non guadagnata e sudata. Può tale fatto legalizzare, oltre al diniego delle pensioni dette, il taglieggiamento di cui si lamenta l’Arch. Rossomanno e non solo lui?
- Nella gestione Conti, certamente con fini umanitari, ma forse anche con secondi fini (quello appunto di creare una giustificazione al successivo prelievo) vennero messi a disposizione di tutti gli iscritti (anche iscritti ad altre forme di previdenza) 700.000.000 per coloro che subirono danni dal sisma Umbria-Marche del 1997. Certamente 700.000.000 non rappresentano un qualcosa di paragonabile al 5%, basta guardare le cifre del bilancio preventivo in questo numero della rivista.
- Il ricorso presentato dal sottoscritto ai Ministeri Vigilanti (e quello dell’ing. Giuseppe Pisano) non è un caso, e rimando per questo alla mia precedente comunucazione.
Buon anno a tutti.
BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA