• Scadenza seconda rata contributi minimi 2006
• Scadenza dichiarazione telematica
• Regolamento sussidi
• Comitato Nazionale dei Delegati del 5, 6 ottobre 2006
- Sostenibilità modifiche artt. 22,23,25,26,35 e 42 sullo Statuto
(seguirà ulteriore articolo)
• Scadenza seconda rata contributi minimi 2006
L’importo è di € 783,50 (ridotto € 283) pari al 50%
dei minimi per il 2006. Entro il 30.10 la sovrattassa è del 3,75%, oltre
il 30.10 del 15%.
Se non è giunto il M.AV. Info 800248464. La mancata ricezione o la consegna
in ritardo non esime dal rispetto delle scadenze.
• Scadenza dichiarazione telematica
il 31 ottobre è l’ultimo giorno per la dichiarazione telematica
(la cosiddetta DICH inviata a suo tempo da Inarcassa, sempre che non sia stata
fatta la dichiarazione in forma cartacea per raccomandata)
Entro il 30 settembre dovevano essere richieste le password per attiavare la
procedura, ma se siete in ritardo tentate, può darsi possiate rientrare
nei termini senza sanzioni.
Comunque potete rivolgervi anche ai consulenti fiscali che, per conto dei professionisti,
tramite il servizio On Line purché abilitati all’invio della dichiarazione
fiscale ed in possesso della firma digitale possono trasmettere la dichiarazione,
semza sanzioni entro il 31.10.
La sanzione per il ritardato invio è di € 173,25, ridotta al 50%
(€ 86,62) se la dichiarazione è resa entro il 31.1.2007.
• Regolamento sussidi
Con Decreto Interministeriale del 31.7.2006 è stato approvato il nuovo
Regolamento per l’erogazione dei sussidi, approvato dal C.N.D. nel novembre
2005. Sono state precisate e migliorate molte parti ed ampliata la categoria
dei beneficiari.
Per il testo recarsi sul sito Inarcassa
http://www.inarcassa.it/htdig/index.html
• Comitato Nazionale dei Delegati del 5, 6 ottobre 2006
- Sostenibilità modifiche artt. 22,23,25,26,35 e 42 sullo Statuto
E’ stato presentato uno studio finalizzato a garantire la sostenibilità
di Inarcassa nel lungo periodo.
Le modifiche esaminate (possibili proposte) riguardano
1) aumento del contributo soggettivo dal 10 al 15% (11% dal 2008, 13% dal 2009,
15% da 2011)
2) aumento del contributo integrativo dal 2 al 4% (dal 2008)
3) calcolo della pensione su un numero maggiore di redditi annui per arrivare
sino all’intera vita contributiva, con allungamento del calcolo anno per
anno
4) aumento del contributo soggettivo (ed anche integrativo) minimo con sganciamento
della pensione minima dal rapporto con minimo predetto (1/8)
5) riduzione della pensione di anzianità in funzione dell’età.
Tanta carne al fuoco e cerco di sintetizzare con l’intervento che intendevo fare presso il CND. Certo per chi non è ben inserito nella materia molto passi saranno oscuri ma spero la sintesi sia comprensibile, comunque un ulteriore articolo cercherà di meglio puntualizzare l’attuale situazione.
Testo previsto dell’intervento (poi corretto al volo a causa di precedenti interventi che avevamo già toccato vari punti, testo che ripropongo nella sua previsione non essendo possibile riportare gli interventi precedenti).
“Molte delle considerazioni forniteci nelle note Inarcassa sono utilissime,
ma tali considerazioni non spaziano a 360° e mi spiego meglio: ai cinque
punti bisognerebbe aggiungerna un sesto, o meglio i punti potrebbero essere
sei e manca il primo.
E noto (ormai lo dò per scontato) che in Inarcassa chi investe capitale
(contributi) ottenendo un ritorno pensionistico retributivo ha una notevole
convenienza economica, al contrario di chi ha un ritorno pensionistico del tipo
contributivo. In pratica il rapporto è questo: nel primo caso paghi 1
e prendi 3, nel secondo paghi 1 e prendi quasi 1 ed è ovvio che tale
situazione non è sostenibile per Inarcassa nel lungo periodo.
Per semplifare un aumento indiscriminato delle aliquote contributive del 50%
o del 100%% poco incide per chi ricade nel sistema contributivo (dire paghi
1,5 e prendi quasi 1,5 o paghi 2 e prendi quasi 2 o paghi 1 e prendi quasi 1
è circa la stessa cosa, tranne il fatto che va anticipato maggiore capitale
aumentando le aliquote) mentre incide sul retributivo (paghi 1,5 e prendi 3,
o paghi 2 e prendi 3, o paghi 1 e prendi 1 cambia radicalmente lo scenario).
Occorre ricordare che la pensione retributiva si calcola (semplificando al massimo)
con la formula 2% per il n. di anni di contribuzione per la media dei redditi.
Senza tanti studi, in primis è logico pensare di rivedere il 2% (oggetto
di ingiustificato aumento a suo tempo) che ridotto ad esempio ad 1% (solo per
esemplificazione) limiterebbe le uscite senza intaccare le entrate. Nell’esempio
passando da 2% a 1% si dimezzano le uscite ed è come dire paghi 1 e prendi
1,5 o paghi 1,5 e prendi 3, senza dover mettere mano all’aliquota del
soggettivo (ora 10% che si intende aumentare sino al 15%).
Dimezzare le pensioni (passando da 2% a 1%) non è logico ma andare ad
una sitiuazione più equilibrata è perfettamente logico (ad esempio
da 10 a 12% di contributo soggettivo e coefficiente da 2 a 1,7, per il calcolo
delle pensioni, ma è un puro esercizio trovare la migliore situazione
di equilibrio).
Un po’ come in famiglia quando il bilancio non quadra più, per
prima cosa si cerca di ridurre le uscite (da 2% a 1,7% o altro), poi di incrementare
le entrate (da 10% a 12% o altro).
Ultima considerazione: un aumento di contributi, per chi non prende neppure
quello che dà, è un danno, tanto più deprecabile in quanto
va a colpire categorie più svantaggiate. Le modifiche in studio 1, 2
e 4 proposte, non fanno altro che colpire i principalmente i redditi bassi,
tanto che si prevede che quasi il 50% degli iscritti andrà a pagare i
minimi, e ciò allo scopo di mantenere i ritorni contributivi alti di
chi è a reddito alto, e non viceversa, chiedendo lo sganciamento della
pensione minima dal contributo minimo.
Si concorda pienamente invece con quanto indicato ai punti 3 e 5 (intera vita
contribiutiva come riferimento per il calcolo della pensione e tabelle riduttive
della pensione di anzianità in funzione dell’età) in quanto
tali modifiche tendono a riequilibrare situazioni squilibrate riducendo le uscite.
Letto così l’intervento sembrerebbe astruso e cervellotico ma ha una sua logica che, per essere illustrata ha bisogno di più spazio. Questo pertanto è solo l’anticipo, in quanto mi riservo, spero a breve in quanto il materiale è moltissimo, di pubblicare un articolo a più ampio respiro sul tema, articolo sul quale vorrei anche l’opinione degli iscritti della Provincia di Macerata, per proporre soluzioni più aderenti ai desideri degli iscritti, soluzioni che inevitabilmente saranno prese nelle prossime riunione (novembre per ulteriori discussioni, marzo per la probabile conclusione).
Una nota di servizio: gli articoli che dagli anni ’90 pubblico sul sito dell’Ordine di Macerata
http://www.ordineingegnerimacerata.it/
ciccando su “InarCassa” poi su “Comunicazioni del Ns Delegato”
li potete anche trovare sul sito
http://www.studiobrodolini.com/
http://www.studiobrodolini.com/profilo.htm
in fondo alla voce Notizie Inarcassa cliccando sulle voci di interesse (questo ad esempio questo è l’articolo 6/2006, cioè sesto del 2006, mentre per gli anni precedenti si clicca sull’anno di interesse ottenendo uno di seguito all’altro tutti gli articoli dell’anno)
A presto e con il prossimo articolo chiederò anche le Vostre opinioni.
BRODOLINI MARIO-FRANCESCO
DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA DI MACERATA